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Inaugurata la 42esima edizione di Enada Roma, Curcio: “Il momento per il gioco legale è cruciale”

In: Fiere

15 ottobre 2014 - 13:41


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(Jamma) – E’ stata inaugurata questa mattina, alla Fiera di Roma, la 42esima ENADA, Mostra Internazionale degli Apparecchi da Intrattenimento e da Gioco, che si terrà fino a venerdì al padiglione 7 (Ingresso Porta Nord, via Portuense 1645 – 1647). Al taglio del nastro erano presenti Raffaele Curcio, presidente di Sapar, il maggiore organismo di rappresentanza dei gestori degli apparecchi da gioco e da intrattenimento, e Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera, la SpA che organizza il Salone.

 

A seguire si è tenuta la conferenza stampa inaugurale, che ha fatto il punto sui temi di più stringente attualità. Il presidente Curcio ha commentato l’ipotesi, valutata proprio in queste ore dal Governo, di incrementare il Prelievo Unico Erariale sulle newslot: “Con un ulteriore aumento della tassazione – ha detto – che supererebbe quello già previsto a partire dall’1 gennaio 2015, quando il PREU sulle newslot raggiungerà il 13 per cento, gli effetti sul comparto degli apparecchi sarebbero devastanti. Già oggi la situazione è grave. Per questo motivo apprezziamo ancora di più il coraggio delle aziende che espongono qui a ENADA, dimostrando un impegno che testimonia le potenzialità produttive del settore”.

 

Dal canto suo, il presidente Cagnoni ha ricordato che “Ogni fiera è una occasione per mostrare le capacità della filiera e degli operatori che la rappresentano, imprese che creano ricchezza in tutto il Paese. Per il comparto degli apparecchi automatici questo è un momento complicato. L’auspicio è che proprio ENADA Roma sia il punto di partenza per un nuovo rilancio. Rimini Fiera s’impegna affinché la kermesse rappresenti sempre più un efficace momento di incontro della domanda e dell’offerta, mantenendo i connotati di business e di scambio di conoscenze, sia formative, sia tecnologiche. La fiera, non va dimenticato, rimane il principale momento di relazione, fra aziende e clientela”.

 

Domani, alle ore 11, nella sala del padiglione 7 di Fiera Roma, si parlerà di “Gioco d’azzardo patologico e minorenni: l’importanza dell’informazione e della prevenzione”. Relatori: Raffaele Curcio, presidente SAPAR; Sabrina Molinaro, responsabile sezione Epidemiologia e Ricerca sui Servizi sanitari dell’Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa – Consiglio Nazionale delle Ricerche; Matteo Iori, presidente del Conagga (Coordinamento nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo); Cristina Perilli, psicoterapeuta e formatrice; Francesco Luongo, vicepresidente Movimento difesa del cittadino.

 

ENADA è manifestazione di SAPAR, organizzata da Rimini Fiera con il supporto di Euromat e la collaborazione di Ascob, Fidart, Anesv e Sicon. La kermesse chiama intorno a sé tutti i protagonisti della filiera, proponendo il meglio della produzione italiana e internazionale relativa a newslot, VLT, videogame, flipper, biliardi, calciobalilla, attrezzature del divertimento, comprese tecnologie, arredamenti e servizi per sale giochi e Bingo, gioco on line, ossia scommesse, internet station, lotterie, poker texas hold’em.

 

 

85 miliardi di euro. A tanto ammonta il volume dei giochi in Italia per l’anno 2013: per l’esattezza il totale è 84 miliardi e 728 milioni, comunque in calo dagli oltre 88 miliardi raggiunti l’anno prima. Il confronto è frutto di elaborazioni del “Centro Studi Automat” della Sapar (Sezione Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative).

 

I dati di rilievo sono sicuramente l’aumento della figura professionale del manutentori (indice dell’aumento della professionalità del settore) ma soprattutto la crescita di circa il 22% degli importatori di apparecchi, di schede di gioco, videoterminali e sistemi di gioco. Non meno rilevante è il dato inerente all’aumento dell’8,74% dei produttori di schede di gioco. Si attesta ai livelli del 2012 il numero dei proprietari/possessori di apparecchiature newslot, mentre è da sottolineare un sensibile aumento (+6,84%) dei proprietari/possessori di terminali VLT. Nel 2013 si registra l’ingresso di tre nuovi concessionari per la gestione della rete telematica (che passano da 10 a 13). Le NewSlot installate nel 2013 risultano pari a 360.869; le 111.164 location che hanno ospitato le NewSlot si suddividono in due grandi macro categorie, ovvero: location con attività primaria quella del gioco (14.637 punti con 95.218 Awp installate); location con attività primaria diversa da gioco (96.527 punti con 265.651 Awp installate). Nella macro categoria “location con attività primaria” spiccano le Sale giochi classiche (autorizzate ex art. 86 Tulps) con 8.211 location/45.246 NewSlot e gli esercizi dedicati Vlt/Slot (autorizzati ex art. 88 Tulps) con 3.059 location/27.962 NewSlot installate.

 

Nella macro categorie “location con attività primaria diversa dal gioco” il dato assolutamente rilevante è dato dai 70.949 bar dove vengono ospitate 198.352 NewSlot pari a quasi il 55% dell’interno parco macchine distribuiti sul territorio italiano. Nella categoria “Altre location” spiccano le 14.708 rivendite di tabacchi con all’interno 41.017 Awp pari al 11.37% dell’intero parco macchine. Entriamo adesso nell’analisi nel dettaglio degli ultimi due anni (2012/2013) dei cambiamenti inerenti al numero di location ed al numero della Awp installate al loro interno. Nel complesso diminuiscono del -3,5% le location; ovvero, nel 2013 non risultano iscritte quasi 4.100 location rispetto al 2012; è rilevante il dato negativo degli stabilimenti balneari con un -32%, a seguire con i dati negativi troviamo un –13,5% dei ristoranti ed un -12,9% degli alberghi; a questi dati negativi si contrappone il considerevole aumento dei negozi di gioco con un ben 88,45% di aumento pari a 620 negozi in più; ne segue l’aumento del 15,82% dei corner pari a 130 locali in più ed infine si sottolinea l’aumento delle esercizi dedicati Vlt/Slot (art. 88 Tulps) con l’aumento del 14,06% pari a 377 sale; da evidenziare che quest’ultimo dato si contrappone0 alla diminuzione della “Sale da gioco classiche” che con un ben -10,42% vedono la chiusura di 955 esercizi. Analizzando la diffusione delle 360.869 Awp nelle varie categoria di location si evidenzia che a fronte della diminuzione di 4.100 location risultano al contrario aumentate di 3.121 le NewSlot presenti sul territorio. Eclatante l’aumento delle Awp all’interno dei negozi di gioco con l’aumento del 110,24% pari 4.445 Awp.

 

“Il momento per il gioco legale è cruciale – ha detto Curcio -: è a rischio la stabilità del sistema e la sua capacità di produrre reddito, posti di lavoro, gettito erariale e soprattutto di sottrarre sempre più spazio al gioco illegale. Perché per quanto riguarda la diffusione di totem, centri trasmissione dati e altri strumenti non legali siamo ormai ben oltre il semplice rischio: come avevamo previsto e denunciato nei mesi scorsi, nei territori in cui il proibizionismo si scaglia solo contro gli operatori legali, e in particolare contro i gestori degli apparecchi, proliferano i sistemi non controllati dallo Stato.

 

E anche l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Ministero dell’Economia, nell’ultima relazione presentata alla Camera dei Deputati, hanno centrato l’attenzione sul problema, rispondendo con i numeri a chi continua a chiedere più tasse e norme restrittive per il settore. Scrive il MEF, riprendendo il testo dell’ADM: “l’ulteriore incremento del prelievo erariale unico proposto dal provvedimento in oggetto (il disegno di legge Binetti, nda), entro il limite dello 0,7%, provocherebbe un’inevitabile riduzione del gettito erariale per cui è dubbia l’effettività del maggior gettito auspicato […]; le disposizioni comporterebbero un incremento del gioco illegale con conseguente riduzione del gettito per lo Stato di rilevante entità, quantificato dalla stessa Agenzia per un importo compreso tra i 9 e i 13,5 miliardi di euro, considerati anche i tempi necessari alla completa sostituzione del parco macchine esistente; l’impianto legislativo proposto favorirebbe in generale l’uscita degli operatori dal
settore”. Tutto questo – ha proseguito il presidente Sapar – sta già accadendo: secondo ADM, nell’ultimo anno ben 24mila attività legale agli apparecchi da intrattenimento non hanno rinnovato l’iscrizione nell’apposito registro e sono a rischio cessazione attività con una conseguente riduzione del gettito erariale del 4 per cento.

 

Come si è arrivati a questo? L’accanimento verso il settore delle macchine da gioco è iniziato quando una parte dei media ha cominciato a diffondere il messaggio che la categoria dei gestori degli apparecchi fosse l’unica responsabile dei problemi sociali connessi al gioco e che il comparto si trovasse in mano alle organizzazioni criminali. Un fatto assolutamente inaccettabile, anche perché generato dalla riluttanza degli organi di informazione a dare rilievo alle caratteristiche peculiari di un comparto che è sottoposto a regole rigidissime e ad un regime concessorio attraverso il quale tutti gli apparecchi installati sono collegati ad una rete telematica dello Stato, monitorata 24 ore su 24 in ogni dettaglio, e che prevede specifici requisiti morali, organizzativi e finanziari per i soggetti iscritti in un elenco pubblico gestito dall’Aams, garanzia assoluta di trasparenza e di affidabilità. La rete dei controlli e il lavoro della magistratura riescono efficacemente a isolare e colpire le poche mele marce che gettano discredito sull’intera categoria.

 

Per quanto concerne l’illegalità in senso più esteso – ha spiegato Curcio – che è un altro dei cavalli di battaglia cavalcati dai sostenitori del fronte
“anti-slot”, è mio dovere segnalare il forte disallineamento fra le cifre esposte da giornali e televisioni e i dati relativi ai controlli, massicci e capillari, effettuati sul territorio ad opera della Guardia di Finanza, dell’ADM e delle Forze dell’Ordine in genere, in base ai quali emerge che gli apparecchi illeciti sottoposti a provvedimenti di sequestro sono in quantità assolutamente minimale rispetto al numero delle macchine installate che sono circa 360.000.

 

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In particolare, i dati forniti dall’Aams testimoniano l’efficacia dei controlli, per quanto riguarda gli apparecchi da intrattenimento. Nel 2013 infatti sono stati 18.445 gli esercizi controllati mentre le violazioni penali riscontrate sono state soltanto 201, appena l’1,08 per cento. Molto basso anche il numero dei sequestri rispetto al numero di verifiche eseguite (218, 1,18 per cento) e contenuto il dato sulle violazioni amministrative Aams: 2.817, il 15 per cento. In parallelo alla disinformazione su settore degli apparecchi e criminalità, procedono le campagne di stampa sul gioco d’azzardo patologico, ispirate dalle stime di “fonti”, anche di matrice autorevole, che, per aumentare lo stato di tensione nell’opinione pubblica, continuano a denunciare dati del tutto opinabili anche sul fronte delle ludopatie e dei costi sociali connessi.

 

Il problema del GAP, il gioco d’azzardo patologico, è serio e va affrontato partendo da studi scientifici attendibili che oggi non sono disponibili. L’inesistenza di ricerche sul fenomeno è confermata dal Dipartimento Politiche Antidroga, che a settembre di quest’anno ha presentato in Parlamento la propria relazione annuale. Le evidenze di questo studio fotografano certamente una situazione che va approfondita con la dovuta coscienza e serietà, perché 6.800 persone in cura nei Sert per gioco d’azzardo patologico non sono un dato da sottovalutare. Ma, come è riportato nella relazione, “ad oggi non esistono studi e dati epidemiologici accreditati in grado di quantificare correttamente il problema, sia nella dimensione che nella diffusione ed eventuali trend di evoluzione”. E il Capo del Dipartimento, il professor Giovanni Serpelloni aveva segnalato, nel rapporto dell’anno precedente, un’infinità di carenze sotto il profilo delle rilevazioni statistiche e delle strategie di intervento. Questo ritengo sia sufficiente a porre perlomeno dei dubbi a chi, come giornalista, ha il dovere professionale di fornire al pubblico informazioni attendibili e soprattutto imparziali.

 

Lo ripeto: il problema del GAP è importante e siamo noi operatori per primi a esserne consapevoli. Proprio per questo, come Associazione Nazionale Sapar, attraverso la nostra struttura territoriale, ci siamo sempre prodigati nel diffondere la cultura del gioco e nell’invocare il rispetto delle norme e delle regole del vivere civile, oltre a dare un contributo fattivo per combattere l’illegalità in tutte le sue forme. Ma è sin troppo evidente che soltanto nel momento in cui sarà data piena attuazione al Decreto Balduzzi – che ha inserito il gioco patologico nei LEA e quindi lo ha classificato come una vera e propria malattia, affidandone la prevenzione e la cura alle strutture sanitarie pubbliche – che il fenomeno potrà essere governato in maniera confacente. Appare chiaro inoltre che non si può pensare di contrastare la ludopatia accanendosi contro gli apparecchi, come se fossero l’unica tipologia di gioco a rischio per le persone più fragili. Sul settore va fatto un ragionamento complessivo, che soprattutto preveda regole incisive per forme di gioco ben più aggressive delle newslot.

 

Parallelamente, si è posto il problema del gioco minorile che richiede ancora più attenzione da parte dell’industria e delle istituzioni. Di questo parleremo nel convegno che si terrà nel secondo giorno dell’Enada Roma, il 16 ottobre: si tratta dell’ultimo contributo, in ordine di tempo, che la Sapar vuole dare per cercare di trovare soluzioni al problema, sotto il segno di un ampio dialogo e confronto con le associazioni che si occupano quotidianamente di contrasto al GAP. E nuove importanti iniziative sono in via di definizione. Prevenzione, informazione ed educazione: è questo, secondo noi gestori, l’approccio più corretto per affrontare e sconfiggere la ludopatia. È l’unica risposta possibile al proibizionismo di Regioni e Comuni, che con i loro provvedimenti restrittivi non stanno risolvendo il problema, anzi stanno ottenendo l’effetto contrario spingendo i giocatori verso l’illegalità.

 

Perché leggi regionali e regolamenti comunali, varati senza ascoltare le associazioni di categoria, oltre a non ottenere gli scopi prefissati danno
nuova linfa ai sistemi di gioco illeciti, che aggirano le disposizioni previste dai provvedimenti stessi, sfuggono al controllo dello Stato proliferando in maniera sempre più aggressiva e non prevedono forme di tutela per i giocatori al contrario del gioco legale. Proibire non è stata mai la risposta adeguata, in nessun caso. Dovesse continuare a prevalere questa logica, il settore finirebbe col tornare completamente
nella clandestinità, con evidenti opportunità per la malavita. Non solo, verrebbe distrutto un tessuto produttivo composto dai concessionari di Stato, dalle oltre 5.600 imprese di gestione che installano gli apparecchi, le quali danno occupazione a oltre 100.000 addetti e alle loro famiglie,
dagli oltre 100.000 esercizi e altre location che li mettono a disposizione della clientela e dall’infinità di aziende che costituiscono l’indotto. Già adesso le conseguenze per l’occupazione e i danni economici patiti dalle aziende sono gravissimi.

 

Non è più rimandabile una riforma organica del settore del gioco. I decreti attuativi della Delega Fiscale vanno approvati con urgenza perché il settore non può continuare a vivere nell’incertezza, tra divieti delle amministrazioni locali e ricorsi ai TAR. La politica ascolti senza pregiudizi i contributi delle associazioni di categoria. Serve una normativa chiara che una volta per tutte rimetta ordine nel settore e lo rilanci. Ma soprattutto ritengo che i lavori ai decreti debbano rappresentare l’occasione per prendere decisioni coraggiose, queste sì davvero efficaci nel contrasto al gioco d’azzardo patologico. Mi riferisco al divieto di pubblicità per i giochi, un meccanismo che alimenta false speranze portando il giocatore a credere che grazie a un biglietto di una lotteria istantanea possa facilmente cambiare la sua vita, acquistare una casa. Ormai siamo arrivati a un paradosso: su molti giornali che fanno campagne “no slot” leggiamo regolarmente pezzi sui numeri ritardatari del Lotto, notizie di vincite milionarie al “Gratta e vinci”, consigli sulle partite da scommettere. La spinta verso il gioco continua in tv, mezzo attraverso il quale ragazzi e adulti possono facilmente imbattersi nella pubblicità di concorsi con vincite in denaro che nascondono abbonamenti a servizi per gli smartphone, oppure nell’ultimo spot sui tornei di poker on line sponsorizzati dal campione di turno.

 

Noi gestori siamo pronti a fare la nostra parte, consapevoli di avere un dovere morale nei confronti del contrasto al GAP, come tutti gli operatori del gioco legale. Sono d’accordo con tutti quelli che affermano che il settore abbia bisogno di maggior controllo a livello territoriale, ed anzi siamo noi i primi ad avere l’interesse affinché certi soggetti e certe offerte di gioco vengano cancellate in via definitiva. Per arrivare a questo ritengo indispensabile il coinvolgimento diretto degli enti locali – come abbiamo ribadito in tutte le sedi istituzionali e come è stato sancito dal protocollo di intesa con l’Anci – destinando ad essi l’aumento dello 0,3 per cento del Prelievo Erariale Unico sui giochi, che l’1 gennaio 2015 passerà dal 12,7 al 13 per cento: utilizziamo questo aumento della tassazione – ha concluso il presidente Sapar – per finanziare le strutture sanitarie dedite all’attività di cura e di prevenzione. Su quest’ultima si deve puntare, per consentire alla gente di avere un approccio sano, corretto e misurato a tutte le attività di gioco”.

 

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