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Tribunale di Venezia: leciti i giochi promozionali

In: Diritto

9 marzo 2015 - 07:20


ripamontins

(Jamma) – A seguito dell’importante sentenza resa dal Tribunale civile di Palermo in tema di gioco promozionale, tale formula operativa viene riconosciuta come lecita anche dal Tribunale civile di Venezia. Anche in questo caso, seppure in un contesto giurisprudenziale che nel complesso, in sede civile, resta controverso, il Tribunale ha accolto le tesi svolte dal difensore della ditta opponente, avv. Marco Ripamonti.


La sentenza, depositata il 23 febbraio 2015, così testualmente recita: “Gli elementi raccolti in sede di accertamento dalla GdF e, sopratutto, nel corso del giudizio all’esito dell’istruttoria, non paiono infatti sufficienti ed idonei al fine di ritenere l’appartenenza delle apparecchiature in oggetto (totem ndr) alla tipologia degli apparecchi da gioco di cui all’invocato art.110 TULPS. Seppure siano emerse circostanze tali da far ragionevolmente sospettare che detti apparecchi, pur in se’ non illeciti trattandosi di mere postazioni internet, possano di fatto consentire giochi d’azzardo, vi sono pur tuttavia elementi tecnici oggettivi che portano a dover escludere la riconducibilità degli stessi alle tipologie di cui all’art.110 TULPS. E’ vero, come risulta dal verbale di contestazione che al momento del loro intervento gli agenti, trovando gli apparecchi accesi e collegati alla rete internet hanno potuto accertare che a monitor appariva una schermata, con il logo xxxxxxx con n.11 giochi a rulli, alcuni dei quali raffiguranti i segni delle carte da gioco del poker, che gli apparecchi funzionavano con Smart card e che per l’accesso era necessario l’inserimento di denaro. Ed è piuttosto evidente che all’apparenza si tratta di elementi caratteristici del gioco d’azzardo. Ciò nonostante la CTU …evidenzia ulteriori caratteristiche di questi congegni che prevalgono e restano determinanti ai fini della decisione. Tra queste, in primo luogo, la circostanza che i servizi offerti da questi apparecchi mediante il collegamento ad internet con l’utilizzo della smart card fossero effettivamente molteplici e non in via diretta ed esclusiva il collegamento alla piattaforma dello specifico sito internet, denominato xxxxxxx con i giochi a rullo. La CTU precisa di quali servizi si tratti: 1) navigazione web illimitata; 2) accesso alla piattaforma You Tube; 3) accesso ad un portale per la riproduzione e scarico di files musicali, 4) Skill Games; 5) Games. In secondo luogo e di assoluto rilievo per quanto qui di interesse, vi sono gli ulteriori dati oggettivi di cui alla perizia, secondo cui tali giochi: 1) non consentono vincite in denaro, bensì soltanto l’accumulo di punti/crediti; 2) tali punti/crediti sono spendibili esclusivamente attraverso l’acquisto di prodotti multimediali ed in particolare files musicali; in virtù di ciò detti congegni e giochi, pur presentando alcune caratteristiche analoghe quelle dei giochi d’azzardo, come si è più volte sopra detto, non possono che essere viceversa ricondotti alla tipologia dei giochi promozionali come dedotto dalla ricorrente. A fronte delle specifiche tecniche che emergono dalla CTU peraltro l’Agenzia dei Monopoli non è stata in grado di fornire alcuna prova dell’eventuale erogazione di denaro in caso di vincita, ne’ vi è stata d’altro canto contestazione in ordine alla circostanza che gli apparecchi in esame non consentano vincite in denaro. Resta, dunque, che per quanto complessivamente rilevato il sistema in esame non è strutturato in modo da proporre all’utente i giochi in maniera automatica ed esclusiva immediatamente dopo l’inserimento della Smart card, è stato infatti appurato che dopo l’inserimento della tessera il sistema consente all’utente di svolgere molteplici attività, tra le quali servizi a pagamento quali musica, navigazione web ed altro nonché appunto l’utilizzo di giochi che, per le caratteristiche del sistema di cui si è’ sopra detto restano promozionali volti ad incentivare l’acquisto dei servizi e non giochi dai quali conseguire eventuali vincite in denaro. Deve perciò ritenersi che gli apparecchi per cui è causa non rientrino tra quelli inquadrabili nelle fattispecie descritte dall’art.110 TULPS restando applicabile nella fattispecie la direttiva CE n.31 dell’8 giugno 2000 sul commercio elettronico… e tale attività non può essere ritenuta contraria alla normativa sul gioco essendone sottratta, come visto, ai sensi della direttiva CE 31/2000 sul commercio elettronico”.

L’avv.Ripamonti si è dichiarato soddisfatto pure precisando che il contesto resti comunque controverso per la presenza in rete di operatori commerciali che si avvalgono di giochi dichiarati promozionali ma che in realtà tali non sono.

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