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Tribunale di Novara: giochi promozionali leciti

In: Diritto

21 gennaio 2016 - 09:40


ripamontins

(Jamma) – Depositato il 20 gennaio 2016 dal Tribunale del Riesame di Novara quello che probabilmente è il primo provvedimento di riesame in tema di commercio elettronico e gioco promozionale a seguito della Legge di Stabilità 2016.
L’indagato, assistito dall’avv. Marco Ripamonti con studio in Viterbo e Firenze, ha avanzato riesame avverso il decreto di convalida di sequestro attuato su un totem collegato a società operante nel settore del commercio elettronico di nazionalità bulgara, sostenendo l’insussistenza del fumus commissi delicti in ordine al reato di cui all’art.4 legge 401/89.
Il Tribunale del Riesame ha pienamente accolto le tesi della difesa.
I punti salienti dell’Ordinanza si sono concentrati sia sulla esclusione dell’ipotesi di reato, sia sulla legittimità dei totem e dei giochi promozionali connessi ad attività di commercio elettronico.
Sul primo tema, il Collegio ha affermato come l’ipotesi di reato necessiti dell’elemento dell’organizzazione, quindi di una struttura volta alla raccolta organizzata e gestione del gioco, non essendo a tal fine sufficiente l’installazione di un totem presso un pubblico esercizio.
Sul secondo e più attuale tema, il Tribunale ha ritenuto, sulla base delle produzioni ed argomentazioni della difesa, come i giochi siano in realtà effettivamente promozionali, non consentendo vincite di premi, non prevedendo pagamenti di poste, ma essendo gratuiti e prevedendo esclusivamente il conseguimento di punteggi utilizzabili unicamente per acquistare gli stessi beni e servizi a prezzo scontato, senza quindi che tali giochi possano ritenersi d’azzardo anche per via della carenza della finalità lucrativa e del prevalente elemento aleatorio. Giochi, quindi, ad avviso del Tribunale conformi alla Direttiva 2000/31 CE. Sulle caratteristiche di tali giochi, il Collegio ha testualmente affermato: “L’assunto difensivo secondo cui i giochi accessibili con l’apparecchio in sequestro rientrerebbero nell’alveo dei giochi promozionali (come tali pienamente leciti) si fonda su alcuni elementi fattuali, che danno concretezza e sostanza alla prospettazione della difesa: a) in primo luogo il contratto prodotto dall’indagato chiarisce che la società proprietaria dell’apparecchio in sequestro (come si ricorderà Buyzone ltd, ente di diritto bulgaro) chiarisce che detta società si occupa in primo luogo di commercio on line di beni e servizi, anche attraverso l’utilizzo di promotional games attraverso apparecchi (o totem) connessi alla rete telematica; b) la società risulta regolarmente registrata dalle autorità bulgare e autorizzata all’esercizio di giochi promozionali; c) la convenzione stipulata dall’indagato con l’indicata società estera ha ad oggetto l’installazione di un apparecchio elettronico deputato alla conclusione di contratti e – commerce ai sensi della Direttiva Europea 31/2000″.
Tra gli altri argomenti meritevoli di risalto, la condivisione da parte del Collegio riguardo ai pronunciamenti della Corte di Cassazione in tema di installabilità di apparecchi telematici presso pubblici esercizi, con esclusione del reato di cui all’art.4 legga 401/89 in difetto di elementi concernenti l’organizzazione e gestione dei gioco.
Il difensore avv. Marco Ripamonti ha così commentato: “Un provvedimento rilevante, che prende seriamente in esame la materia del commercio elettronico e del gioco promozionale e che si pone in perfetta sintonia con le previsioni della Legge di Stabilità 2016”.

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