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Tribunale di Belluno su PDC e skill Games

In: Diritto

9 dicembre 2014 - 14:42


ripamontins

(Jamma) – Il Tribunale di Belluno, con sentenza del 4 Novembre 2014, ha assolto il titolare di sala giochi abilitata a punto di commercializzazione per conto di concessionario italiano, al quale era stato contestato il reato di gioco d’azzardo ed intermediazione abusiva nella raccolta di gioco per via della installazione di totem presso il proprio esercizio.

Totem abilitati a raccogliere giochi quali poker e slot, inseriti nel portale del concessionario.
L’imputato, difeso dall’avv.Marco Ripamonti, con studio in Viterbo e Firenze, è stato assolto con ampia formula.
Tra i punti di maggiore interesse della sentenza, la carenza di intermediazione alcuna in capo all’imputato e la sussistenza di un contratto con un concessionario. La Sentenza afferma altresì che “i giochi in questione, sulle cui modalità di organizzazione e tenuta lo Stato lucra un consistente guadagno da un lato non possono essere considerati più gioco d’azzardo, proprio perchè la loro diffusione ed utilizzazione è consentita ed indirettamente garantita, se non promossa, dallo Stato, che non pone ad essi che limiti formali inidonei alla protezione effettiva dell’utenza debole e, dall’altro, che nel caso di specie, identico dùad altre situazioni in relazione alle quali sono intervenuti sequestri seguiti da annullamenti della Cassazione, non può ritenersi sussistente, al di là della circolare emanata dai Monopoli una violazione effettiva delle regole formali previste (e che nessuna concreta salvaguardia dell’utenza, peraltro, assicurano). Si impone pertanto assoluzione”.
L’avv.Marco Ripamonti ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Una sentenza giusta ed equa che riconosce la posizione del titolare del PDC, che ingiustamente aveva subito un sequestro. Molto importante notare come il Giudice abbia ritenuto illegittima, nella sostanza, la pretesa dei Monopoli di far legge con semplici circolari, nonchè la oggettiva inadeguatezza del sistema AAMS a proteggere le fasce deboli dei giocatori con misure che lo stesso Tribunale giudica non idonee alla salvaguardia dell’utenza. Una sentenza, quindi, che può costituire un argomento valido ed efficace sopratutto nella tutela di sistemi che si rivelassero in effetti migliori e maggiormente efficaci a garantire la tutela dei giocatori.”

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