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Tribunale del Riesame di Reggio Calabria dissequestra CED

In: Diritto

16 giugno 2014 - 09:41


ripa2013

 

(Jamma) – Il Tribunale di Reggio Calabria annulla sequestro preventivo attuato ai danni di CED collegato a bookmaker austriaco.  L’ordinanza depositata il 12 giugno 2014 ripercorre la giurisprudenza comunitaria e di Cassazione, nonché le vicende relative alla società austriaca sia con riferimento al bando Bersani, che al Bando Monti.

Quanto alla posizione riguardo al Bersani il Tribunale conferma il proprio orientamento già espresso ancor prima dell’Ordinanza CE Zungri affermando la piena discriminazione di Goldbet, mentre sul Bando Monti il collegio afferma come l’indagato abbia dimostrato con la produzione degli atti amministrativi di impugnazione al TAR Lazio del bando medesimo di avere in effetti impugnato tutte le clausole da cui scaturisce la discriminazione subita.
L’avv.Marco Ripamonti, difensore dell’indagato, ha dichiarato “l’orientamento dei Tribunali di Riesame sulla posizione Goldbet riferita al Bando Monti e’ sempre più chiara e netta, in quanto vengono in effetti puntualizzati gli aspetti discriminatori e sopratutto vi è constatazione da parte dei collegi circa la relativa impugnazione di tali aspetti davanti al Tar, come del resto dimostrato dal contenuto del ricorso e dei motivi aggiunti. Rilevo anche come sia sempre più nitido per la magistratura l’intendimento di Goldbet di partecipare alla gara in una situazione di parità con gli altri concessionari già presenti, ma che tuttavia ciò non sia stato possibile proprio per una serie di aspetti discriminatori che, per l’appunto, sono stati oggetto di impugnazione e di rinvio pregiudiziale, quanto a Goldbet, da parte del Tribunale di Salerno. Apprendo anche, pur trattandosi di fattispecie diversa, come la Corte Costituzionale abbia affermato l’incostituzionalità della norma che aveva accentrato tutti i procedimenti di impugnazione di diniego ad istanza ex art. 88 dinanzi al TAR Lazio. Si tratta di una pronuncia condivisibile perché, in effetti, tale norma, a mio avviso, era finalizzata esclusivamente ed in contrasto con i principi costituzionali, ad evitare strumentalmente contrasti giurisprudenziali tra la inossidabile giurisprudenza della Sezione Seconda del TAR Lazio e pronunce di segno diverso sfavorevoli al ministero competente, che avevano ormai iniziato a segnare un filone di segno opposto davvero importante. Giusta, quindi, e condivisibile la pronuncia del Giudice delle Leggi”.

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