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Tar Sicilia: legittima revoca licenza sala giochi se il gestore non impedisce la presenza di persone pericolose

In: Diritto

20 marzo 2015 - 15:08


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(Jamma) La Prima Sezione del Tar Sicilia ha respinto il ricorso del gestore di una sala giochi contro il provvedimento del Questore di revoca della licenza. Con il provvedimento del 22 ottobre 2011, notificato il 14 novembre 2011, il quale il Questore di Palermo ha revocato la licenza di p.s. per la gestione dell’esercizio di sala giochi vista la nota dei Carabinieri dalla quale risultava che “all’interno della sala da giochi si sono verificati …. gravi episodi di violenza”

Allmeno uno degli episodi indicati nell’atto impugnato si era verificato all’esterno della sala e che comunque gli episodi non avevano interessato l’esercizio dell’attività, chiedeva l’annullamento della revoca, in quanto illegittima per I) violazione degli artt. 10 e 100 TULPS e II) eccesso di potere e carenza di motivazione. Il ricorso, i cui motivi possono essere esaminati congiuntamente, è risultato infondato.

“La ricorrente assume che non ricorrerebbero i presupposti degli artt. 10 e 100 TULPS, perché in nessuno dei tre episodi citati nella nota dei Carabinieri vi era un riferimento alla sua persona, che evidentemente deve ritenersi del tutto estranea a tali episodi, avvenuti al di fuori dell’esercizio e sostanzialmente per problemi personali dei pochi soggetti coinvolti.

Quanto dedotto dalla parte non trova rispondenza negli atti di causa.

Secondo quanto riportato nella segnalazione dei Carabinieri del 15 settembre 2001, le colluttazioni sono tutte accadute all’interno della sala giochi, e per di più in orari notturni, ed hanno visto coinvolti soggetti sempre diversi, che hanno pure riportato lesioni.

Non trova riscontro, dunque, l’assunto difensivo secondo cui alcuni episodi sarebbero avvenuti all’esterno e così come pare inverosimile che fossero dovuti a problemi personali degli interessati, visto che si trattava di persone sempre differenti.

Ritiene, piuttosto, il Collegio che i fatti contestati alla ricorrente in relazione all’esercizio di cui è titolare giustifichino pienamente, per la loro qualità, l’adozione del misura della revoca della licenza. Essi delineano un contesto, che per la piccola realtà del Comune di Petralia Sottana, è idoneo ad incidere sulla affidabilità dell’attività svolta dalla ricorrente, costituendo un pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini.

È vero che ai sensi dell’art. 100 TULPS il potere del Questore di incidere sull’esercizio dell’attività economica è modulato in forma graduale e passa prima dalla sospensione dell’attività e poi, in presenza dei presupposti previsti dalla norma, può giungere alla revoca della licenza.

Va tuttavia osservato che nel provvedimento in esame il Questore ha richiamato e si è avvalso anche del generale potere di revoca di cui all’art. 10 TULPS previsto “nel caso di abuso della persona autorizzata”: essendo i plurimi episodi di violenza accaduti a brevissima distanza di tempo tra loro (2, 4 e 8 settembre 2001) e all’interno del locale gestito , la fattispecie può ragionevolmente ricondursi, ad avviso del Collegio, ad una forma di abuso della licenza e, dunque, il potere risulta correttamente esercitato con riferimento ad entrambe le disposizioni richiamate. Per un verso, cioè, si è inteso sanzionare la soggettiva condotta del gestore del pubblico esercizio per avere consentito la costante presenza nel proprio locale di persone potenzialmente pericolose per l’ordine pubblico, ma dall’altro si è inteso anche impedire il protrarsi di una situazione di pericolosità, per i singoli e per la collettività”.

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