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Tar Lombardia: “Distanziometro non valido per centri scommesse”

In: Diritto

5 dicembre 2014 - 13:12


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(Jamma) – Il Tar Lombardia, con un’ordinanza, ha accolto l’istanza cautelare presentata da un esercente contro il Comune di Milano per l’annullamento del provvedimento con il quale era stata confermata l’interdizione dell’esercizio dell’attività di scommesse ippiche e sportive, in quanto l’ubicazione del locale non rispettava la distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili.
Nell’ordinanza del Tar è scritto quanto segue: “Rilevato: che i ricorrenti hanno dedotto l’illegittimità dei provvedimenti di cui in epigrafe, censurando l’interpretazione data dal Comune di Milano all’art. 5, comma 1, della L.r. n. 8/2013, sulla base della considerazione che la predetta normativa vieterebbe soltanto la nuova collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito (e non, in maniera indiscriminata, tutte le nuove attività di raccolta dei giochi pubblici oggetto di concessione) in locali che si trovino ad una distanza inferiore ai cinquecento metri dai cd. luoghi sensibili.

 

Ritenuto: che il ricorso pare fondato, in quanto l’attività che è stata inibita dal Comune riguarda la raccolta delle scommesse e non l’attività di raccolta di gioco attraverso gli apparecchi di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS cui il divieto regionale letteralmente si riferisce (come reso evidente dalle “definizioni” contenute nell’all. a) della D.G.r. 24 gennaio 2014 di attuazione dell’art. 5, comma 1, della normativa regionale); che, come già rilevato dalla Sezione in una recente pronuncia (ord. n. 1493/2014), sotto quest’ultimo profilo, l’interpretazione adottata dal Comune di Milano risulta ingiustificatamente estensiva rispetto al piano tenore della predetta normativa, oltre che potenzialmente in contrasto con i principi stabiliti dal legislatore nazionale; che i ricorrenti sono esposti, nelle more del giudizio, al grave e irreparabile pregiudizio di subire un sensibile e non facilmente ristorabile calo degli introiti; che, pertanto, sussistono i presupposti per la concessione dell’invocata cautela.

 

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione I) accoglie l’istanza cautelare e per l’effetto sospende gli impugnati provvedimenti comunali di diffida. Fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del giorno 29 aprile 2015”.

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