Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Tar Lombardia contrario al limite orario delle slot stabilito dal sindaco

In: Diritto

11 ottobre 2012 - 16:02


martellotribunale
Desio. Tolleranza zero, si gioca dalle 13 alle 22,30

 

Piemonte. Presentata una proposta di legge per tenere le sale giochi a 500 mt di distanza dai luoghi sensibili

 

Siracusa. Scoperta a Solarino una sala giochi clandestina

 

(Jamma) Ingiuste le limitazioni orarie imposte dal comune di Bagnolo Mella contro le sale giochi. E’ la conclusione a cui è nuovamente giunta la seconda sezione il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia che ha accolto il ricorso presentato da una sala giochi contro il Comune di Bagnolo Mella (BS), che con una ordinanza aveva fissato ad un massimo di dieci ore – l’apertura non prima delle ore 10.00 e la chiusura non oltre le ore 20.00 – l’orario di apertura delle sale giochi e il loro insediamento sul territorio comunale con la finalità di contrastare il fenomeno di dipendenza dal gioco d’azzardo.

“Sul piano costituzionale – affermano i giudici –  sono legittime le limitazioni all’attività delle sale giochi motivate da ragioni di pubblica sicurezza, ma in questa materia le funzioni sono attribuite alle autorità statali e non ammettono duplicazione a livello comunale Sono poi ammissibili altre limitazioni, parimenti richiamate nell’art. 41 Cost., che tutelano profili di utilità sociale. Queste ultime limitazioni (come precisato nel comma 3 dell’art. 41 Cost.) devono trovare un fondamento legislativo: alle singole amministrazioni locali non è consentito di impostare una propria autonoma politica di contenimento o allontanamento delle attività imprenditoriali collegate al gioco;

un fondamento legislativo non può essere individuato nella norma sul potere di regolazione degli orari delle attività commerciali e degli esercizi pubblici (v. art. 50 comma 7 del Dlgs. 18 agosto 2000 n. 267), perché manca nella legge nazionale un riconoscimento espresso della possibilità di estendere il suddetto potere alla sfera della pubblica sicurezza e a quella sanitaria. Per quanto riguarda specificamente quest’ultima si deve quindi escludere che lo strumento della regolazione degli orari possa essere utilizzato dai comuni per prevenire e combattere la ludopatia attraverso la limitazione delle occasioni di gioco;

la giurisprudenza costituzionale (v. C.Cost. 10 novembre 2011 n. 300) consente alle leggi regionali di introdurre limiti all’attività delle sale giochi per tutelare i soggetti più fragili (..) Tuttavia questi poteri possono essere esercitati solo in coerenza con i principi delle suddette materie, ossia sul piano urbanistico imponendo (ragionevoli) distanze minime tra le sale giochi e i siti sensibili (scuole, centri giovanili, strutture socio-assistenziali), e sul piano della viabilità tramite l’imposizione di una dotazione minima di parcheggi o mediante altre soluzioni che risolvano eventuali problemi di congestione del traffico;

per il resto valgono le regole generali che per l’intero spazio economico comunitario tutelano ogni iniziativa economica sotto il profilo della prestazione di servizi (v. art. 56 TFUE) o sotto il profilo della libertà di stabilimento (v. art. 49 TFUE). L’applicabilità di tali principi alle attività imprenditoriali collegate al gioco e alle scommesse è affermata dalla giurisprudenza comunitaria,

(…) nel caso in esame risulta chiaro al contrario che una drastica limitazione degli orari di apertura delle sale giochi opererebbe esclusivamente come uno strumento espulsivo per alcune attività già insediate sul territorio comunale, tra cui quella del ricorrente, senza alcun beneficio sistemico, in quanto vi sarebbe semplicemente un incremento del pendolarismo dei giocatori verso altri comuni.

In conclusione il ricorso deve essere accolto, con il conseguente annullamento degli atti impugnati per i profili trattati nella presente sentenza”.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito