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Skill Games: Amministratori di concessionari assolti a Varese

In: Diritto

25 maggio 2015 - 08:34


ripamontins

(Jamma) – Importante assoluzione resa dal Tribunale penale di Varese il 15 maggio 2015.
Il procedimento si riferiva a fatti del 2011 quando, a seguito della legge 73/2010, si era proceduto a contestare agli amministratori di due concessionari di gioco online, nonchè ad un titolare di esercizio presso cui veniva svolta la raccolta di gioco per conto dei detti concessionari, una serie di reati, quali art.718 cp, art.4 legge 401/89, art.17 Tulps, in quanto la raccolta di tali giochi online, tra cui il poker, sarebbe avvenuta all’interno di esercizio non rientrante nelle sedi autorizzate nelle rispettive convenzioni di concessione.

All’esito dell’istruttoria e delle conclusioni svolte dalle difese tutti gli imputati sono stati assolti.
Di grande rilievo ai fini dell’esito la giurisprudenza sul tema prodotta dall’avv.Marco Ripamonti del Foro di Viterbo, difensore di uno degli amministratori, il quale ha potuto rappresentare la singolare situazione in cui tale imputato si era venuto a trovare. Lo stesso difensore, infatti, nel dicembre del 2010 si era trovato ad assistere in un procedimento dinanzi al Tribunale di Perugia un titolare di PDC, il quale proprio per via di contratto con detto concessionario era stato indagato per la stessa contestazione, subendo il sequestro dei totem. Il difensore aveva avanzato riesame denunciando la totale incoerenza ed infondatezza della linea interpretativa attuata dai Monopoli di Stato, che a fronte di concessioni on line, all’indomani della legge 73/2010, avevano ritenuto che la raccolta di gioco online attraverso i totem facenti capo ai concessionari non si potesse più effettuare presso i PDC, ma soltanto nella sede di cui alla convenzione di concessione. A base di tali argomentazioni il difensore aveva sottoposto al Collegio una serie di documenti e circolari tratte anche dal sito istituzionale dei Monopoli e, ad avviso dello stesso Ripamonti, erano tali da dimostrare l’infondatezza e la contraddittorietà dell’orientamento dell’amministrazione. il Collegio umbro aveva accolto tutte le tesi svolte dalla difesa in particolare precisando che del resto, laddove i Monopoli avessero previamente alla gara chiarito tale aspetto, nessun operatore avrebbe acquistato dette concessioni ai prezzi fissati e tutt’altro che trascurabili. Successivamente, la Procura della Repubblica di Perugia ha avanzato ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione, che però nuovamente accogliendo le tesi della difesa aveva confermato l’ordinanza perugina chiarendo come la raccolta di gioco presso ogni PDC contrattualizzato fosse pienamente lecita, purchè attuata senza alcuna forma di intermediazione. Nel processo di Varese tale vicenda, riferita proprio al concessionario il cui amministratore era stato imputato per l’appunto a Varese, è stata riproposta, argomentata ed illustrata dal medesimo difensore, che in aggiunta ha prodotto una serie di sentenze ed ordinanze rese sul tema da numerosi Tribunali, tra cui Belluno, Venezia, Bergamo, Prato, Viterbo, Roma, Verona, Firenze, Padova, Busto Arsizio, Milano.
Da tutto ciò l’assoluzione degli imputati.
L’avv.Marco Ripamonti si è dichiarato molto soddisfatto aggiungendo come tale procedimento sia stato tale da arrecare rilevante danno agli imputati, danno da ritenere ingiusto in quanto basato su una linea interpretativa manifestamente infondata.

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