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Sentenza Corte di Giustizia Stanley: l’opinione dell’avvocato Ripamonti

In: Diritto

26 gennaio 2015 - 08:53


ripamontins

(Jamma) – Sulla Sentenza resa il 22 Gennaio 2013 interviene anche l’avv.Marco Ripamonti, storico difensore dal 2010 dei CED collegati a Goldbet e difensore di riferimento anche di altri bookmaker.
L’avv.Ripamonti ha così commentato la Sentenza: “Non condivido del tutto l’opinione di chi affermi che la sentenza costituisca un nulla di fatto senza vincitori, nè vinti. Le Sentenze vanno esaminate non soltanto limitatamente alla parte dispositiva ma occorre ragionare sul percorso logico e giuridico, cioè la motivazione, da cui quel dispositivo scaturisce e, sopratutto la pronuncia va posta in relazione al momento storico in cui si pone. La Corte, in parte motivazionale, afferma che il riordino del sistema delle concessioni attraverso un allineamento temporale delle scadenze può, in virtù di una previsione di durata più breve rispetto a quelle in passato rilasciate, contribuire ad un coerente perseguimento dei legittimi obiettivi della riduzione delle occasioni di gioco o della lotta contro la criminalità collegata a detti giochi e può altresì soddisfare i requisiti di proporzionalità imposti.
In definitiva, il “può” della Corte di Giustizia è una astrazione che va rapportata alla situazione concreta e reale.
In altre parole, posto che tale previsione della minor durata dei diritti in palio costituisca una limitazione agli aspiranti concessionari tale linea, ad avviso della Corte, sarebbe comunque da ritenere legittima a condizione che sia strumentale rispetto al meritevole fine di ridurre le occasioni di gioco e salvaguardare l’ordine pubblico. Ed allora dobbiamo domandarci: ma è davvero così?

 

Ebbene, indubbiamente occorrerà valutare la portata delle gare previste per il 2016. Ma oggi, lo Stato Italiano, come si sta organizzando, cosa sta facendo? Ed ecco il punto di maggior rilievo, perchè già ora possiamo disporre di elementi che sconfessano tali intenti, in astratto certamente meritevoli, ma che il Legislatore italiano, in concreto, è lungi dal perseguire davvero.
Sulle occasioni di gioco è superfluo ogni approfondimento. Finchè in Italia avrà cittadinanza una VLT, con lettori di banconote fino a 500 euro e jackopt che tutti conosciamo, non potrà dirsi che il nostro Legislatore abbia a cuore il cittadino e voglia realmente evitare di indurlo in nuove tentazioni di gioco. A meno che non si voglia dire che anche una VLT consenta il pentimento da parte del giocatore una volta inserito il denaro, visto che la macchina ne consente la restituzione attraverso un ticket di reso che si può incassare al banco, dove però nulla viene precisato sul fatto che si tratti di vincita o semplice reso (ma in tal modo non è possibile anche una forma facile di riciclaggio?).
Sull’Ordine pubblico e sulle infiltrazioni criminali, che dire? La Legge di Stabilità permette, in concreto, di avviare l’attività senza alcun preventivo controllo sulla sussistenza dei requisiti di pubblica sicurezza, che verranno poi esaminati a posteriori (ma quando?). E pensare che ci sono Tribunali di Riesame che hanno assunto come linea quella di respingere i ricorsi dei titoli dei CED laddove l’attività fosse stata intrapresa senza l’attesa del diniego, sulla cui portata valutare poi se tale diniego fosse basato esclusivamente sulla assenza del titolo concessorio o vi fossero problemi di tipo soggettivo.
E che dire poi della realizzazione, per sole esigenze di cassa, di un sistema pseudoautorizzatorio dovuto alla sanatoria, con legittimazione di migliaia di nuovi centri, e che si affianca così al sistema concessorio tipico?
La Sentenza CE Stanley, in ultimo, neanche risolve il reale quesito circa l’idoneità a rimediare a precedenti discriminazioni. Forse in questo la pronuncia si riduce ad un nulla di fatto. Ma per il resto, se posto in relazione all’attuale contesto legislativo, il soggetto realmente soccombente, cioè il vinto, è lo Stato Italiano, che continua a mantenere un sistema ormai ibrido (concessorio – pseudoautorizzatorio) per mere esigenze di cassa erariale.
Certamente, nelle aule di Giustizia, mi aspetto e vi saranno in prima battuta pronunciamenti sfavorevoli ai titolari dei CED, perchè la sentenza prima facie potrebbe apparire loro pregiudievole. Pronunce che verranno sbandierate da concessionari e discettatori vari. Ma sono convinto che la Magistratura penale, sempre indipendente, ben presto ne comprenderà la reale essenza proprio alla luce della linea seguita dal Legislatore Italiano. Linea protesa a far cassa, incurante delle occasioni di gioco e delle esigenze di Ordine Pubblico e, come tale, disallineata rispetto al Trattato UE…. Insomma, non occorrerà un giudice a Berlino”.

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