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Poker a torneo. Il Tar Lombardia : “Il poker ‘fisico’ è altra cosa dal gioco online. Giusto negare il nulla osta”

In: Diritto, Poker Live

8 luglio 2014 - 17:53


poker

(Jamma) I giudici del Tar Lombardia hanno rigettato il ricorso di una associazione di Pavia contro il diniego del nulla osta della questura per lo svolgimento di un torneo di poker. Per i giudici “il provvedimento impugnato, che ha negato il nulla osta evidenziando, da un lato, la mancanza del regolamento previsto dall’art. 24, comma 27, della legge 2009 n. 88, dall’altro, la non applicabilità al caso concreto dell’art. 38, comma 1, del d.l.2006 n. 223, siccome riferibile solo ai giochi di carte “a distanza” e non a quelli che, come nel caso di specie, hanno luogo tra presenti, si basa su una coerente ricognizione del quadro normativo e su una esatta percezione della fattispecie concreta complessiva, con conseguente infondatezza delle censure in esame”.

La giurisprudenza evidenzia come proprio la collocazione sistematica e la natura eminentemente finanziaria della norma non consentano di accedere a tale interpretazione ed anzi palesano che le misure di cui all’art. 38 riguardano la disciplina pubblicistica dei giochi on-line, rimanendo esclusi i tornei di carte realizzati tra persone fisiche “dal vivo”.
In particolare, la ratio complessiva dell’art. 38, comma 1, del d.l. 4 luglio 2006, n. 223 è normativamente espressa sia nella rubrica dell’articolo, “Misure di contrasto del gioco illegale”, sia nell’alinea “contrastare la diffusione del gioco irregolare ed illegale, l’evasione e l’elusione fiscale nel settore del gioco, nonché di assicurare la tutela del giocatore”.
Ciò conduce a ritenere che la ragione giustificatrice di tali disposizioni si sostanzia nella disciplina normativa dei cd. “skill games”, cioè dei giochi di abilità a distanza con vincita in denaro gestiti dallo Stato, al fine di consentire a taluni soggetti di gestirli tramite la rete Internet.
Tale conclusione è avvalorata dalla previsione di regolamenti per contrastare la diffusione del gioco irregolare ed illegale, dalla determinazione oggettiva dell’ambito della disciplina regolamentare, riferita espressamente “ai giochi di abilità a distanza con vincita in denaro nei quali il risultato dipende, in misura prevalente rispetto all’elemento aleatorio, dall’abilità dei giocatori”e, infine, dall’assimilazione a tali giochi di abilità a distanza, normativamente sancita ma solo ai fini previsti dalla norma, dei giochi di carte di qualsiasi tipo, qualora siano organizzati sotto forma di torneo e nel caso in cui la posta di gioco sia costituita esclusivamente dalla quota di iscrizione.
Vale ribadire, in relazione a quest’ultimo aspetto, che l’ambito della norma è limitato alla disciplina dei giochi a distanza e l’assimilazione della specifica tipologia di giochi di carte ai giochi di abilità avviene ai soli fini di tale disciplina.
Del resto, l’art. 24 della legge 7 luglio 2009, n. 88 – legge comunitaria 2008 – prevede al comma 27 che con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 16, comma 1, della legge 13 maggio 1999, n. 133, adottato di concerto con il Ministro dell’interno, “sono disciplinati i tornei non a distanza di poker sportivo”, precisando che con il medesimo regolamento sono altresì determinati “l’importo massimo della quota di modico valore di partecipazione al torneo e le modalità che escludono i fini di lucro e la ulteriore partecipazione al torneo una volta esaurita la predetta quota, nonché l’impossibilità per gli organizzatori di prevedere più tornei nella stessa giornata e nella stessa località”.
Il successivo comma 28 precisa che l’esercizio e la raccolta dei tornei di poker sportivo non a distanza sono consentiti ai soggetti titolari di concessione per l’esercizio e la raccolta di uno o più dei giochi di cui al comma 11 attraverso rete fisica, nonché ai soggetti che rispettino i requisiti e le condizioni di cui al comma 15, previa autorizzazione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato.
Nondimeno, le condizioni in presenza delle quali il poker sportivo, perdendo i suoi connaturati caratteri d’azzardo, potrebbe essere consentito quale gioco di “abilità” non risultano ancora definite dall’apposito regolamento di disciplina dei tornei non a distanza di poker sportivo, previsto dal citato comma 27 dell’art. 24 della legge 2009, n. 88.
Ne discende che la mera circostanza che il gioco in questione sia organizzato secondo le modalità indicate nel menzionato art. 38, non vale a privarlo della connotazione illecita che gli è propria, in quanto manca ancora la cornice regolamentare destinata a determinarne: a) le modalità di svolgimento, b) l’importo massimo della quota di partecipazione al torneo, c) le modalità che escludono i fini di lucro, d) le modalità che escludono l’ulteriore partecipazione al torneo una volta esaurita la predetta quota, e) l’impossibilità per gli organizzatori di prevedere più tornei nella stessa giornata e nella stessa località (cfr. TAR Lazio Roma, Sez. I ter, 11 agosto 2010, n. 30593; TAR Veneto Venezia, Sez. III, 16 novembre 2010 n. 6051; TAR Piemonte, Sez. II, 12 giugno 2009, n. 1693, nonché sullo specifico argomento parere del Consiglio di Stato, Sez. I, 22 ottobre 2008, n. 3237).

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