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Per il Tribunale di Trento i “promo games” sono leciti

In: Cronache, Diritto

8 febbraio 2012 - 08:59


giochi_poker

(Jamma) – La diatriba sulla liceità, o meno, dei giochi promozionali strumentali ad attività di commercio elettronico, si accresce di una nuova ed importante pronuncia giurisprudenziale, resa in sede civile dal Tribunale di Trento con sentenza del 25 gennaio 2012.


Si tratta di ben tre sentenze, di medesimo tenore, di cui una emessa nel giudizio vertente tra AAMS e la SIM Mobilien gmbh, con sede in Austria, titolare dell’attività commerciale.
L’oggetto del giudizio alcuni totem con i quali era raggiungibile il sito playnetisland con cui venivano disputati giochi promozionali finalizzati alla vendita di prodotti e servizi offerti dalla società austriaca, dotata di licenza di commercio rilasciata nel proprio Stato di appartenenza.
Ad avviso di AAMS tali giochi sarebbero stati illeciti perché in violazione dell’art.110 Tulps e riconducibili alla disciplina degli apparecchi da intrattenimento. Secondo la difesa, rappresentata dall’avv.Marco Ripamonti, con studio in Viterbo e Firenze, tali formule di gioco promozionale sono lecite in quanto previste dalla Direttiva 31/2000 sul commercio elettronico.
Il Tribunale ha accolto integralmente le tesi della difesa, affermando il pieno riconoscimento della licenza di commercio austriaca in forza del principio del mutuo riconoscimento e la liceità dei promo games che non prevedono alcuna vincita in denaro, bensì la possibilità di utilizzare i punteggi conseguiti soltanto ai fini di acquistare i beni e servizi offerti dalla ditta austriaca, nel rispetto della Direttiva 31/2000 e senza quindi alcun obbligo di munire i totem dei nulla osta di AAMS, non trattandosi di apparecchi da gioco.
L’avv.Ripamonti, contattato per un commento, ha affermato: “A mio avviso la sentenza è giusta ed equa ed il principio che se ne trae è che il gioco promozionale, se svolto conformemente alla Direttiva e se non costituisca la principale attività, non possa essere censurato, se non violando la normativa comunitaria. Chiaro che chi intenda occuparsi di tale settore debba essere molto accorto nella selezione dell’operatore di riferimento, per evitare di trovarsi a svolgere attività che si sottragga alla disciplina della Direttiva 31/2000, violando invece la normativa italiana sull’intrattenimento e soprattutto eviti l’utilizzo improprio di simili congegni”.

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