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Pavia, Tar Lombardia respinge ricorso su limitazioni orari

In: Diritto

4 dicembre 2014 - 17:04


pavia

(Jamma) – Il Tar Lombardia, con un’ordinanza, ha respinto l’istanza cautelare con cui la Snai Spa aveva fatto ricorso contro il Comune di Pavia per l’annullamento dell’ordinanza sindacale prot. n. 54759 del 23 ottobre 2014, pubblicata in pari data sull’albo pretorio on line, con la quale sono stati stabiliti gli orari di esercizio delle “sale giochi” autorizzate ex art. 86 TULPS e quelli di utilizzo degli apparecchi di intrattenimento con vincite in denaro ex art. 110, comma 6, del TULPS collocate in altri esercizi pubblici, limitandoli in entrambi i casi “dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 18.00 alle ore 23.00 di tutti i giorni, festivi compresi”.

 

Il Tar ha spiegato nell’ordinanza che “la Sezione si è recentemente pronunciata in fattispecie analoghe a quella in esame (riguardanti il Comune di Milano), ritenendo legittimo l’operato del Sindaco (T.A.R. Lombardia – Milano, Sez. I, ordd. nn. 1564/2014, 1566/2014, 1567/2014, 1579/2014, 1580/2014, 1583/2014, 1585/2014, 1586/2014); i dati riportati nell’ordinanza del Sindaco di Pavia, al fine di rappresentare le dimensioni del fenomeno del gioco d’azzardo nel territorio di competenza, evidenziano peraltro una situazione non sovrapponibile a quella del Comune di Milano; ritenuto che in questa fase di sommario esame non è, tuttavia, possibile approfondire i fatti sottesi all’adottata delibera, fermo restando che nella sede del merito sarà verificato funditus se con la decisione adottata dal Sindaco in relazione al contesto di riferimento sia stata fatta retta applicazione del principio di proporzionalità; che nella comparazione dei contrapposti interessi coinvolti il pregiudizio economico lamentato dalla ricorrente pare recessivo rispetto all’interesse pubblico perseguito, posto che l’amministrazione comunale “con il provvedimento impugnato è intervenuta a tutela della salute dei cittadini e più in generale del benessere individuale e collettivo della popolazione, preoccupata delle conseguenze sociali dell’offerta dei giochi su fasce di consumatori psicologicamente più deboli” (in termini, C.d.S., ord. n. 717/2014); il Tar Lombardia respinge l’istanza cautelare”.

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