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Milano: il Tar Lombardia sospende ordinanza di chiusura della sala giochi

In: Cronache, Diritto

24 febbraio 2014 - 09:47


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(Jamma) La sala giochi di Milano riaprirà. Il Tar ha concesso la sospensiva contro la decisione del sindaco Pisapia di chiuderla, perché l’ordinanza di sospensione per sei mesi non era stata rispettata. Il tribunale amministrativo deciderà comunque nel merito, quindi non è ancora detto che dia ragione alla sala giochi, ma intanto ha valutato meritevole il ricorso.

 

Ne dà notizia Mirko Mazzali, il consigliere comunale di Sinistra ecologia e libertà che sottolinea come il comune ha fatto bene a deliberare la chiusura “nonostante fosse ben cosciente dei limiti giuridici della delibera, per rispondere alle proteste dei cittadini”. Ma nota che “prendersela con le sale gioco senza modificare la normativa è come cercare di svuotare il mare con un secchiello”, visto che ormai si può giocare anche “facendo un click su un tablet”.

Mazzali nota che “è complicato essere per la liberalizzazione delle sostanze stupefacenti, consentire che si vendano le sigarette che causano tumori, e poi essere contro le sale gioco. Il problema non è tanto l’uso, ma l’abuso delle cose”.

 

Palazzo Marino nell’adottare l’ordinanza di chiusura aveva invocato la tutela della salute dei cittadini. Con la volontà, aveva annunciato lo stesso Giuliano Pisapia, di allargare la mappa delle chiusure ad altri indirizzi. Eppure, la misura «eccezionale» utilizzata dal Comune ha subito un primo stop da parte del Tar. I proprietari della struttura, infatti, non solo avevano ignorato il provvedimento continuando a raccogliere scommesse fino all’arrivo dei vigili che hanno messo i sigilli. Ma hanno anche impugnato quell’ordinanza davanti al Tribunale amministrativo. Che, almeno in via cautelare, ha dato loro ragione accogliendo provvisoriamente il ricorso. E, così, le porte di quella nuova maxi-realtà torneranno a riaprirsi.

Palazzo Marino, però, sembra determinato a non mollare e promette già: «La battaglia contro il gioco d’azzardo è una priorità di questa amministrazione. Siamo al fianco dei cittadini perché la ludopatia è una piaga nazionale e la difesa della salute è fondamentale ».

Il giudice, nella sentenza, citando «il principio della libertà d’iniziativa economica», ricorda qualcosa in più: non solo un testo «in fieri» non può «sorreggere » uno stop, ma per lo stesso tribunale «gli strumenti edilizi non integrano l’idonea sede della disciplina degli esercizi commerciali». E questo non è il solo motivo che ha portato ad accogliere provvisoriamente il ricorso dei proprietari della struttura nata tra via Cimarosa e corso Vercelli: nella struttura, le scommesse sportive e ippiche sarebbero «preminenti» rispetto, appunto, a una «sala attrezzata con slot machines» e, inoltre, il questore «aveva sottoposto il rilascio della licenza al rispetto della disciplina per la prevenzione della ludopatia». La battaglia continua.

 

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