Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Limitazione orari slot a Milano, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune

In: Diritto

19 dicembre 2014 - 13:09


milano

(Jamma) – Il Consiglio di Stato, tramite ordinanza, ha respinto il ricorso presentato da una società contro il Comune di Milano per la riforma dell’ordinanza cautelare del Tar Lombardia concernente la disciplina comunale degli orari di esercizio delle sale da gioco e funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro.

 

“Considerato che le censure poste a sostegno del gravame non sono assistite dal necessario fumus bonis iuris in quanto: a) non si configura alcuna carenza di istruttoria e motivazione; b) non si configura alcuno sviamento nell’esercizio del potere sancito dall’art. 50, co. 7, t.u.e.l. anche in relazione alla l.r. n. 8 del 2013 ed all’art. 3 t.u.e.l.; c) le censure che lamentano l’irragionevolezza e la sproporzione dell’azione amministrativa sono inammissibili nella parte in cui sollecitano il giudice amministrativo a esercitare un sindacato di merito sulle scelte ampiamente discrezionali rimesse alle valutazioni tecniche ed amministrative dell’organo politico che non trasmodano nell’abnormità; d) il comune prima ed il T.a.r. poi hanno fatto buon governo dei principi elaborati, sulla questione controversa, dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e di questo Consiglio (cfr. Corte cost., n. 220 del 2014; Cons. Stato nn. 3845 e 3271 del 2014); e) la liberalizzazione delle attività commerciali e, più in generale, la libertà d’impresa, non sono illimitate ma possono essere conformate per tutelare valori costituzionali fondamentali quali la dignità e la salute della persona umana, l’ambiente, il paesaggio (cfr. Cons. Stato, Sez. V, n. 1860 del 2014).

 

Ritenuto che nel bilanciamento dei contrapposti interessi appare prevalente quello pubblico al contenimento della ludopatia, anche in considerazione della certezza del duraturo conseguimento di utili, anche se ridimensionati, da parte dell’impresa ricorrente.

 

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) respinge l’appello (Ricorso numero: 9594/2014) e condanna la società appellante a rifondere in favore del Comune di Milano le spese della presente fase cautelare che liquida in complessivi euro 2.000,00 oltre accessori come per legge”.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito