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Ivrea (TO), l’assessore Vino: “Certi che il nostro regolamento sulle slot possa superare il vaglio dei giudici amministrativi”

In: Diritto

29 giugno 2015 - 09:58


TAR_sentenza

(Jamma) – Il regolamento del Comune di Ivrea sulle slot machine è finito davanti al Tar Piemonte. Le nuove norme più stringenti e le limitazioni per le sale giochi e per quei locali che ospitano videogiochi – approvate dal consiglio comunale appena due mesi fa – sono state impugnate da una società locale.

 

Tre, in sostanza, i punti contestati nella prima udienza del 24 giugno dal ricorrente che ha chiesto ai giudici amministrativi l’annullamento del regolamento. Il ricorrente contesta la legittimità del Comune a intervenire sugli orari di apertura e chiusura delle attività delle sale giochi, e sulle distanze minime da alcuni luoghi sensibili, come ospedali e scuole. Inoltre, viene messa in discussione quel passaggio del regolamento dove si impone ai proprietari delle sale giochi di avere due locali distinti per le slot machine e gli altri videogiochi. «Il ricorrente è il proprietario di una sala giochi che è stata autorizzata dalla Questura ad avere macchinette – spiega il sindaco Carlo Della Pepa -. Per quel che riguarda il punto dei due locali, siamo disponibili a introdurre una modifica al regolamento. Se questa sala giochi è autorizzata ad avere gli apparecchi, l’obbligo dei due locali non ha senso». L’udienza del 24 giugno è stata aggiornata al 30 luglio. Entro quella data il consiglio comunale dovrà approvare la modifica al regolamento.

 

Sui limiti degli orari di apertura e la distanza dai luoghi sensibili, l’amministrazione comunale però non è intenzionata a fare passi indietro. «Se guardiamo al regolamento del Comune sul commercio, gli amministratori non potrebbero fissare limiti agli orari delle attività – spiega l’assessore Augusto Vino – ma il nostro intervento è giustificato dalla tutela delle fasce deboli e della salute pubblica. Siamo certi che il nostro regolamento sulle slot machine possa superare il vaglio dei giudici amministrativi, forti anche delle esperienze di altri comuni, come Rivoli e Santhià, che prima di noi si sono dotati di un regolamento molto simile».

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