Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha adottato un decreto che modifica il provvedimento del 25 marzo 2025 relativo ai criteri per l’assegnazione delle sovvenzioni e dei contributi in conto capitale alle società di corse riconosciute per l’organizzazione delle corse ippiche.
L’intervento è stato disposto in ottemperanza alle sentenze n. 5811/2026 e n. 8807/2026 del TAR Lazio, che avevano rilevato un difetto di motivazione in relazione alla classificazione degli ippodromi e all’esclusione degli impianti a valenza promozionale dalla ripartizione di una parte delle risorse.
Il nuovo decreto conferma la suddivisione degli ippodromi in quattro categorie – strategica, nazionale, regionale e promozionale – precisandone i presupposti normativi, oggettivi e funzionali. La classificazione continua a essere basata sulla posizione occupata dagli impianti nella graduatoria aggiornata annualmente dal Ministero secondo i criteri definiti dal decreto del 6 dicembre 2024.
Gli ippodromi a valenza strategica vengono individuati tra quelli che presentano elevati standard tecnici e organizzativi, capacità di ospitare grandi eventi nazionali e internazionali e adeguate dotazioni tecnologiche per le riprese televisive. In questa categoria rientrano i primi tre impianti del trotto e i primi tre del galoppo, con la previsione che l’ippodromo di Roma Capannelle, in considerazione del suo valore storico e della funzione internazionale svolta, non concorra al limite numerico previsto.
La categoria degli ippodromi a valenza nazionale comprende nove impianti del trotto e quattro del galoppo successivi a quelli strategici, mentre quella regionale include nove ippodromi del trotto e sei del galoppo. Tutti gli altri impianti vengono ricompresi nella categoria promozionale.
Il provvedimento specifica inoltre che gli ippodromi a valenza promozionale, pur continuando a ricevere le risorse connesse ai costi standard delle giornate di corse, restano esclusi dalla distribuzione delle quote residuali delle sovvenzioni. L’esclusione viene motivata con il limitato impatto di tali impianti sulla competitività del comparto nazionale e con la loro prevalente funzione di promozione dell’ippica a livello territoriale.
Sostituito anche l’Allegato D, che disciplina i criteri di ripartizione delle somme residue e dei contributi in conto capitale.
Le risorse residue derivanti dalle sovvenzioni saranno distribuite sulla base di due elementi principali: la posizione degli ippodromi nelle classifiche e la loro rilevanza all’interno del sistema ippico nazionale. Una quota aggiuntiva potrà inoltre essere destinata ad attività di promozione dell’ippica italiana in ambito nazionale e internazionale e all’ippodromo di Roma Capannelle, individuato come “Capitale d’Italia”.
Per quanto riguarda i contributi in conto capitale, il nuovo Allegato D prevede una ripartizione delle risorse in funzione della posizione occupata nelle classifiche degli ippodromi di trotto e di galoppo.
Il provvedimento, già pubblicato sul sito istituzionale del Masaf, non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Di seguito il decreto integrale:
Di seguito il nuovo Allegato D:






