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Il Dipartimento legale di BETPASSION ottiene un altro dissequestro a Vibo Valentia

In: Diritto

25 giugno 2014 - 09:05


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(Jamma) – Dissequestrato un altro CED del noto bookmaker maltese operante in Italia con il marchio BETPASSION dove il Tribunale del Riesame ha ordinato la rimozione immediata dei sigilli apposti ai computer posti sotto sequestro preventivo dagli inquirenti.
I legali di BETPASSION hanno rappresentato ai Giudici di Vibo Valentia che il bookmaker maltese BETPASSION non ha potuto ottenere la concessione Italiana per l’illegittima esclusione dal Bando Monti, allegando a supporto le ormai plurime pronunce favorevoli emesse dai tribunali dell’intero stivale e, in particolare, la recente ordinanza della Terza Sezione della Corte di Cassazione, depositata lo scorso 5 febbraio 2014, che ha esteso a BETPASSION la pregiudiziale comunitaria relativa alla limitata durata del bando del 2012.
Per i giudici di Vibo Valentia dunque, rilevato che il titolare del CED aveva sottoscritto regolare contratto di convenzionamento con il bookmaker maltese in possesso di licenza presso la Malta Financial Sevices Autorithy e, altresì, che aveva richiesto l’autorizzazione all’esercizio di scommesse sportive, tuttavia negata dalla Questura competente in ragione della mancata partecipazione del noto bookmaker al bando di gara del 2012, di fatto, bando ritenuto in contrasto con il diritto comunitario, non può trovare applicazione la disposizione di cui all’art. 4 Legge 401/1989 nei confronti del soggetto, non potendosi ritenere integrato il fumus del reato.

I legali di BETPASSION, a margine di questo nuovo successo, hanno inteso chiarire, assieme al proprio dipartimento fiscale, che la politica adottata da BETPASSION circa la controversa questione della doverosità o meno dell’imposta unica richiesta dallo Stato italiano è quella che tutela maggiormente gli stessi titolari dei CED.
Infatti, allo stato delle cose, sono maggiori le pronunce delle Commissioni Tributarie Provinciali che hanno affermato la doverosità dell’imposta, a danno dei titolari dei centri che, di fatto, percepiscono una commissione del volume transato per conto del bookmaker al quale il verbale di accertamento tributario viene inoltrato quale coobbligato in solido, non già come debitore principale.
I legali di BETPASSION, peraltro, stanno predisponendo un’istanza all’Agenzia dei Monopoli, per rappresentare che i propri CED/CTD italiani collegati commercialmente a BETPASSION non producono alcun danno erariale allo Stato italiano poiché l’operatore maltese impone a tutti gli intermediari italiani l’adempimento, in autoliquidazione, del pagamento dell’imposta unica dovuta per le scommesse “a terra” in ottemperanza all’interpretazione della normativa vigente in materia.
Ovviamente, tali versamenti se dichiarati non dovuti dalla magistratura italiana, saranno considerati indebiti e dunque chiesti in restituzione.
Ad oggi, sostengono i legali di BETPASSION, questa linea guida è l’unica che assicura ai titoli dei CED di non subire, oltre all’esazione dell’imposta unica, pesanti sanzioni amministrative e, quindi, l’aggressione dei loro patrimoni personali.

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