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Goldbet vince ancora in Cassazione

In: Cronache, Diritto

3 febbraio 2014 - 23:32


goldbet

Dopo le ormai note Sentenze Antelli, Chiappini, Marrone, Conciauro, arriva la Sentenza Faranda, depositata il 29 Gennaio 2014, con cui la Terza Sezione Penale della Suprema Corte riconosce le ragioni di Goldbet, ribadendo come la posizione della Società austriaca sia da equiparare a quella di Stanley.


La sentenza Faranda

Il ricorso era stato avanzato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina avverso l’ordinanza del Tribunale del Riesame in data 13.5.2013, conseguita dai difensori del Faranda, avvocati Marco Ripamonti e Valentina Castellucci.
In particolare, la Procura ha dedotto come non fosse condivisibile attribuire l’onere della prova in capo al PM circa la legittima esclusione dalla gara ai danni del bookmaker estero e come non fossero applicabili a Goldbet i principi affermati nella Sentenza Costa – Cifone, non essendo stata Goldbet esclusa dalla gara Bersani o posta in una situazione di svantaggio tale da creare impedimento alla partecipazione.
Il procedimento è stato discusso dall’avv.Marco Ripamonti alla Camera di Consiglio del 5 dicembre 2013 e la Corte ha respinto il ricorso della Procura della Repubblica messinese.
La Corte ha condiviso le doglianze della Procura in punto onere della prova, ma sulla discriminazione patita da Goldbet ha ripercorso le vicende di Totobetting srl, società riconducibile a Goldbet, e relativa decadenza delle concessioni, per poi affermare l’avvenuta discriminazione anche con riferimento all’ordinanza Zungri-Goldbet resa dalla Corte di Giustizia il 16.2.2012.
Soddisfatto si è dichiarato l’avv.Marco Ripamonti, che ha ricordato come la Sentenza è la quinta in Cassazione relativa alla posizione diretta di Goldbet, ma la sesta nel complesso, considerando che Goldbet, in procedimento estraneo alla medesima società, è stata recentemente presa come parametro di confronto per valutare la diversa posizione di altro bookmaker austriaco, che tuttavia la Corte di Cassazione ha ritenuto non discriminato dal Bando Bersani.

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