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Goldbet ed i molti sequestri non convalidati. Un fenomeno nuovo

In: Diritto

12 febbraio 2014 - 09:47


ripa2013

(Jamma) – Sono diverse le Procure della Repubblica ed i GIP che stanno negando la convalida dei sequestri di iniziativa attuati delle Forze dell’Ordine su Ced collegati a Goldbet.  E si tratta di un fenomeno che in precedenza, probabilmente, non aveva registrato una tale frequenza.
E’ accaduto, a seguito del nuovo Bando di gara “Monti”, a Bologna, Teramo, Crotone, Santa Maria Capua Vetere, Napoli, Palermo, L’Aquila (il più’ recente) e si tratta, in definitiva, di provvedimenti che rispetto ad un riesame favorevole conducono all’immediato dissequestro che avviene, conseguentemente, nell’arco di un paio di giorni, a fronte dei circa quindici giorni canonici (tra notifiche, ricorso ed udienza) necessari per il riesame.
Sul punto l’avv.Marco Ripamonti, difensore dei CED Goldbet, ha rilasciato la seguente dichiarazione: ” In effetti si tratta di un modo di procedere che quanto alla mia esperienza con i CED Goldbet sta assumendo particolare frequenza. La dinamica è del resto semplice. Goldbet ha una storia giurisprudenziale alle spalle intensa e recente, considerando che nell’arco di tre anni ha occupato, con qualche rara eccezione, praticamente tutti i Tribunali d’Italia ottenendo innumerevoli ordinanze di riesame e sentenze favorevoli. Oltre a ciò, naturalmente, cinque sentenze di Corte di Cassazione oltre all’Ordinanza del 16 febbraio 2012 della Corte di Giustizia. Si tratta di provvedimenti che parlano all’unisono di una pregressa discriminazione direttamente subita con riferimento al Bando Bersani. Discriminazione riconosciuta dalla Corte di Cassazione soltanto a due operatori, Stanley e Goldbet, a fronte di diverse pronunce di segno diametralmente opposto della stessa Corte di Cassazione, tra cui spicca una in particolare molto recente, ai danni di altro operatore altresì comunitario in cui, anzi, la storia di Goldbet viene presa a parametro di confronto proprio a dimostrazione della non discriminazione subita in quel diverso caso.
Ora è evidente come tale pregresso costituisca la base solida per poter fondatamente e con buon esito interporre la difesa già nella fase della eventuale convalida, allo scopo di scongiurarla. Situazione che, in effetti, richiede grande tempismo a livello di organizzazione della difesa stessa ma che sta producendo provvedimenti di non convalida con crescente frequenza perlopiu’ caratterizzati dal fatto che negli stessi si faccia riferimento proprio ad una sorta di connessione tra la pregressa e conclamata discriminazione afferente al Bersani e la discriminazione nuova relativa agli aspetti di incompatibilità comunitaria del Bando Monti”.

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