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Giochi, l’avvocato Taormina all’incontro Agge: “Ricorso al Tar buco nell’acqua”

In: Diritto

6 marzo 2015 - 17:37


TaorminaPirrello

(Jamma) – “Se dovete andare dal sottosegretario andateci, tutto quello che è trattativa e porta a casa risultati favorevoli è buono, io però credo che avrete molto poco, soprattutto se seguirete la strada dei ricorsi al Tar”. Questo il commento dell’avv. Carlo Taormina durante il convegno romano organizzato venerdì mattina da A.G.G.E. Sardegna in merito alla bozza sui giochi.

 

“Se posso darvi un piccolo consiglio, anche alla luce di alcuni approfondimenti fatti, potrete ottenere qualcosa solo fate capire quello che potete realmente fare di fronte a questa novità della legge di stabilità. Ho sentito diverse iniziative, anche di carattere giudiziario, che non sono assolutamente pertinenti – ha spiegato Taormina -. Qui c’è da considerare che questi 500 milioni sono caricati in prima battuta sulle spalle dei concessionari, quindi il debitore nei confronti di Adm sono i concessionari, non siete voi. Non vi può essere chiesto niente da parte di Adm, possono chiedere soltanto al concessionario in quanto si tratta di un’integrazione di quella che è la regolamentazione della concessione che è all’origine.

 

All’origine di questa concessione e delle contrattazioni fatte con voi in partenza è vero che c’è il riferimento alla necessità di recepire tutto quello che dovesse sopravvenire attraverso altre leggi, quello che noi chiamiamo l’inserimento automatico della clausola (la legge dice una cosa e automaticamente entra nella regolamentazione), ma in quale regolamentazione entra? Non può entrare in altra regolamentazione se non in quella della concessione, non può entrare nell’originario rapporto contrattuale tra voi e il concessionario, perchè si tratta di qualcosa rispetto alla quale c’è una norma specifica: la legge di stabilità, dove è previsto che è possibile fare la spalmatura dei 500 milioni in quanto vi sia una rinegoziazione. Quindi voi dovete attendere finché non c’è la rinegoziazione, che è importante perché stabilisce quanto deve pagare il concessionario dei 500 milioni, quanto devono pagare i gestori e come, oltre alle modalità secondo cui il gestore a sua volta rispalma sull’esercente.

 

Se la legge di stabilità non avesse detto di fare la rinegoziazione – ha aggiunto il noto avvocato -, allora sarebbe stata efficace la clausola originaria, questo non è però possibile per la semplice ragione che c’è una norma espressa e secondo le nostre regole di interpretazione quando una norma è espressa e riguarda una specifica situazione come quella dei 500 milioni è in deroga alla regola generale e si applica la regola specifica, non quella generale. I 500 milioni sono un debito che ha il concessionario verso lo Stato, per tutto il resto fino a che non c’è rinegoziazione nessuno può chiedere niente. Se andate a fare ricorso al Tar fate un buco nell’acqua perchè non potete farlo voi, il ricorso al Tar può farlo il concessionario. Nel momento in cui voi entrate nella logica del ricorso al Tar entrate nella bocca del leone, perché vi mettete nella stessa situazione del concessionario.

 

C’è una sola cosa importante su cui è fondamentale che voi concentriate l’attenzione, ossia sul fatto che il concessionario vi ha chiesto i soldi in base al numero degli apparecchi, questa è la ‘voce di danno’ a vostra disposizione” ha concluso Taormina.

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