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Giochi d’azzardo e imposte. La Corte di Giustizia Europea respinge il ricorso degli operatori delle slot contro la tassazione ridotta per l’online considerata aiuto di stato

In: Diritto

26 settembre 2014 - 10:29


cortegiustiziaeu

 

(Jamma) La Quinta sezione della Corte di Giustizia europea ha dichiarato irricevibile il ricorso presentato da una associazione di operatori delle slot con la quale si chiedeva di annullare l’introduzione in Danimarca di tasse meno elevate per i giochi online rispetto a quelle applicate a casinò e sale giochi in quanto ritenuta un aiuto di stato, destinato cioè ad agevolare lo sviluppo di una determinata attività. La ricorrente, Dansk Automat Brancheforening, è una associazione di imprese e di società autorizzate all’installazione ed alla gestione di apparecchi da gioco. Il modello economico su cui si basa l’attività dei membri della ricorrente consiste nell’acquisizione di slot machines e nella successiva conclusione di accordi riguardanti la loro installazione in sale da gioco ed in locali di ristorazione. La ricorrente è composta da 80 membri e rappresenta circa l’86% dei gestori di gioco su slot machines in Danimarca. I suoi membri percepiscono gli introiti lordi delle giocate e pagano le imposte dovute allo Stato. Successivamente, versano una parte degli introiti delle giocate agli stabilimenti in cui sono installati i loro apparecchi.

2        A seguito dell’avvio, da parte della Commissione delle Comunità europee, di una procedura di infrazione e dell’invio al Regno di Danimarca, in data 23 marzo 2007, di un parere motivato sugli ostacoli alla libera prestazione dei servizi delle scommesse sportive in Danimarca, tale Stato membro ha deciso di avviare la riforma della propria legislazione nazionale sui servizi di gioco e scommesse e di sostituire l’esistente monopolio dell’impresa pubblica D. su alcune forme di gioco con un regime regolamentato e parzialmente liberalizzato.

3        In tale contesto, il Regno di Danimarca ha notificato in data 6 luglio 2010 alla Commissione, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, TFUE, la proposta di legge L 203 relativa alle tasse sui giochi, divenuta successivamente la legge n. 698, del 25 giugno 2010 (in prosieguo: la «legge relativa alle tasse sui giochi »). Tale misura costituisce parte integrante di un pacchetto legislativo comprensivo anche di una legge relativa ai giochi (in prosieguo: la «legge sui giochi»), di una legge sulla distribuzione dei proventi derivanti dalle lotterie e dalle scommesse sulle corse ippiche e di cani, nonché di una legge sullo statuto dell’impresa pubblica D. La legge sui giochi prevede che la fornitura e l’organizzazione delle attività di gioco siano esercitate previo rilascio di una licenza e disciplina l’esercizio di tali attività. Il pacchetto legislativo introduce inoltre una liberalizzazione, mettendo fine al monopolio dell’impresa pubblica D. su alcune forme di gioco.

4        Secondo la legge relativa alle tasse sui giochi, la cui entrata in vigore era stata sospesa in attesa della decisione della Commissione, l’organizzazione e la messa a disposizione di giochi sono soggette al pagamento di tasse. Tale legge prevede diverse aliquote fiscali per i giochi, a seconda che questi vengano proposti in modalità on line oppure off line. In tal senso, i titolari di una licenza per la gestione di giochi su slot machines nelle sale da gioco e nei ristoranti sono soggetti ad un’imposta del 41% degli introiti lordi. Una ulteriore aliquota del 30% si applica agli apparecchi da gioco installati nei ristoranti sulla tranche degli introiti lordi superiore a DKK 30 000 e agli apparecchi installati nelle sale da gioco sulla tranche degli introiti lordi superiori a DKK 250 000. Per quanto riguarda i titolari di una licenza per la gestione dei giochi nei casinò tradizionali, questi sono soggetti ad un’aliquota di base pari al 45% degli introiti lordi delle giocate, meno il valore dei gettoni destinati al fondo mance per il personale, e ad un’ulteriore aliquota del 30% sulla tranche degli introiti lordi superiore a quattro milioni di corone danesi, calcolata su base mensile. Per contro, i titolari di una licenza per la gestione dei giochi nei casinò on line sono sottoposti ad un’aliquota del 20% degli introiti lordi.

5        La Commissione ha ricevuto due denunce riguardanti la proposta di legge relativa alle tasse sui giochi presentate, la prima, il 23 luglio 2010 dalla ricorrente e, la seconda, il 6 agosto 2010 da un casinò tradizionale avente sede in Danimarca.

6        In data 14 dicembre 2010, la Commissione comunicava al Regno di Danimarca la sua decisione di avviare il procedimento di cui all’articolo 108, paragrafo 2, TFUE, in merito alla misura notificata da tale Stato membro. Con tale decisione, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  la Commissione ha invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni riguardo a tale misura. In totale, 17 parti interessate, tra cui la ricorrente, hanno presentato osservazioni che sono state trasmesse al Regno di Danimarca, il quale inviava le proprie osservazioni alla Commissione con lettera del 14 aprile 2011.

La Corte ha respinto il ricorso.  La Dansk Automat Brancheforening sopporterà, oltre alle proprie spese relative al procedimento principale, quelle sostenute dalla Commissione europea, dal Betfair Group plc, dalla Betfair International Ltd e dalla European Gaming and Betting Association (EGBA).

La Dansk Automat Brancheforening sopporterà, oltre alle proprie spese relative al procedimento sommario, quelle sostenute dalla Commissione.

Il Regno di Danimarca e la Repubblica di Malta sopporteranno le proprie spese.

 

Scarica il testo integrale della sentenza della Corte di Giustizia Europea

 

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