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Corte di Cassazione su PDC. Confermata l’ordinanza del Tribunale del riesame di Perugia. Accolte le tesi dell’avv. Ripamonti

In: Diritto

19 luglio 2012 - 18:49


ripadezanet

(Jamma) La Corte di Cassazione ha deciso in data 18 luglio 2012 il procedimento relativo all’impugnazione, avanzata dalla Procura della Repubblica di Perugia, avverso l’ordinanza del Tribunale del Riesame dello stesso capoluogo resa in data 3.12.2010, ottenuta dalla difesa dell’indagato, rappresentata dall’avv. Marco Ripamonti con studio in Viterbo e Firenze.

Come si ricorderà, il Tribunale di Perugia si era pronunciato relativamente ad un caso in cui la Procura della Repubblica aveva convalidato un sequestro per il reato di cui all’art.4 legge 401/89, ritenendo sussistente il reato in quanto il punto di commercializzazione raccoglieva gioco per conto di un concessionario presso sede non autorizzata.
Il Tribunale del Riesame aveva accolto le tesi della difesa con una ordinanza che, oltre ad entrare nel merito della questione, rappresentava una vera e propria censura nei confronti del Monopolio di Stato, nei cui confronti il Tribunale osservava: ..Deve anche prendersi atto che la concessione di cui la Multipla divenne titolare ebbe un costo non trascurabile, con un impegno economico da correlare a prospettive di guadagno che il concessionario potè valutare alla luce della della possibile stipula di contratti di commercializzazione – si ribadisce, come vendita del gioco e giammai di intermediazione – del tipo di quello concluso con il PDC, ed è singolare che l’AAMS, una volta garantitosi il diritto di percepire il corrispettivo della concessione a quelle condizioni, possa oggi caldeggiare un’interpretazione che esporrebbe i concessionari ad un crollo verticale del movimento delle proprie vendite (in altre parole, è ragionevole ritenere che se l’amministratore della Multipla avesse saputo sin dall’inizio che quei prodotti avrebbe potuto commercializzarli solo a Sansepolcro, si sarebbe ben guardato dal richiedere quella concessione, o quantomeno l’avrebbe pagata a quella cifra.
Sul punto, il Tribunale su ulteriore indicazione della Difesa rilevava anche come ..la stessa AAMS mantiene ancora oggi sui propri portali una modulistica tipo per la stipula di contratti analoghi a quello intervenuto tra la concessionaria e la società facente capo all’indagato: modulistica il cui schema è di fatto identico, financo nella legenda premessa e nel numero degli articoli, a quello che l’indagato utilizzò concludendo il contratto con la società di Sansepolcro. Il che significa prendere atto che, ancora in una data successiva alla legge (73/10 ndr) che oggi si invoca per ritenere che contratti del genere non abbiano alcun valore ed anzi espongano a responsabilità penali, l’Ente faceva presente che vi era la possibilità di concludere negozi giuridici in quei termini.
Al di là di tali aspetti, il Collegio perugino affermava anche come l’art.11 quiquiesdecies co.11 lett.b) D.L. n.203/2005 non prevedeva la possibilità per il titolare di una concessione di consentire l’accesso al gioco presso sedi diverse dalla propria, ma la ben diversa possibilità per un giocatore (cliente ed iscritto con un proprio conto di gioco presso la concessionaria A), operando per via telematica presso una sede non contemplata nella concessione della stessa A, di effettuare giocate verso tutti i concessionari autorizzati nello stesso settore. E’ questo che non è più consentito, non la possibilità – regolamentata con contratto ad hoc e senza che il punto di commerciaizzazione si ponga mai come intermediario fra il giocatore ed il concessionario – che il concessionario consenta ad un proprio cliente di giocare pur senza recarsi a Sansepolcro, nel caso della “Multipla”.
Ciò argomentato il Tribunale di Perugia, osservando la carenza di elementi a dimostrazione di attività di intermediazione da parte del PDC, annullava il sequestro ritenendo la liceità della raccolta di gioco presso il punto e, quindi, l’installazione dei totem a ciò finalizzati.
La Procura della Repubblica di Perugia ha avanzato ricorso in Cassazione affermando, in definitiva e con un articolato atto di impugnazione, come non siano leciti i totem installati presso il PDC per la raccolta di gioco, sulla base delle sopravvenute disposizioni di cui alla legge 73/2010, al di fuori delle sede indicate in convenzione di concessione.
La Camera di Consiglio si è tenuta il 18 luglio e l’avv.Marco Ripamonti ha chiesto il rigetto del ricorso della Procura della Repubblica, sostenendo le tesi che già avevano determinato il Tribunale del Riesame di Perugia a pronunciare l’ordinanza 3.12.2010.
Sono evidentemente prevalse le ragioni della Difesa e la Suprema Corte di Cassazione ha, infatti, respinto il ricorso della Procura confermando l’ordinanza del Riesame.
L’avv.Marco Ripamonti, già reduce in Cassazione dal successo della scorsa settimana nel caso Cifone, ha rilasciato al seguente dichiarazione: “Sono molto soddisfatto, perchè vedere l’accoglimento delle proprie tesi in Corte di Cassazione è sempre gratificante. Del resto l’ordinanza di Perugia è equa ed immune da censure e rappresenta, senza false ipocrisie, un chiaro e condivisibile atto di disappunto nei confronti della posizione assunta da AAMS nel settore in argomento. Attendiamo, ora, le motivazioni della rilevante pronuncia “.

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