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Corte di Cassazione. Si procede con i ricorsi Stanley e Goldbet

In: Diritto

10 luglio 2012 - 11:26


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Goldbet su pronuncia Corte di Cassazione

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(Jamma) Sono in corso presso la terza sezione penale della Corte di Cassazione le udienze su una sessantina di ricorsi Stanley e Goldbet. La suprema Corte riassume oggi anche i casi Costa e Cifone che hanno dato origine alla pronuncia con cui la Corte di Giustizia Europea ha censurato alcuni aspetti del sistema italiano delle scommesse. La Cassazione quindi dovrà stabilire anche se Stanley sia stata effettivamente discriminata a causa di quegli aspetti. Le prime pronunce potrebbero arrivare già stasera.

“Il procuratore ha esordito dicendo che le pronunce sui procedimenti di oggi avranno valore solo nei confronti di Stanley”. E’ quanto ha detto l’avv. Agnello al termine della discussione generale dei ricorsi Stanley e Goldbet di oggi alla Cassazione. Alla difesa di Stanley – secondo quanto si apprende – sono stati chiesti chiarimenti sul rapporto tra compagnia madre e titolari di CTD, e sul fatto che la sentenza della CGE sia vincolante o meno per il giudice nazionale. Adesso l’udienza prosegue con la trattazione dei singoli casi.

“Il procuratore ha chiesto l’annullamento di tutti i sequestri dei CTD Stanley – recependo quindi la sentenza della CGE – con  il rinvio delle questioni a tribunali del riesame“. E’ quanto ha detto l’avv. Ripamonti a margine dell’udienza di oggi in Corte di Cassazione. “Per il procuratore infatti per verificare la rilevanza penale della fattispecie, non conta tanto il rapporto tra CTD e compagnia madre, quanto le modalità operative della raccolta” ad esempio quindi la richiesta di autorizzazione di Pubblica Sicurezza, la gestione dei conti, le modalità di pagamento delle vincite.

Goldbet ha rinunciato ai propri ricorsi – in totale ne aveva sei –  per mancanza di interesse alla pronuncia. Si tratta infatti – secondo quanto si apprende –  di provvedimenti del 2009, le pronunce della Corte di Cassazione, inoltre, riguarderebbero il solo sequestro.

“Il procuratore ha chiesto di valutare concretamente come operino i CTD, in particolare se rispettino le modalità riconosciute nella sentenza costa Cifone”. Lo ha detto l’avv agnello  al termine dell’udienza di oggi in Corte di Cassazione. “In altre parole, si dovrà vedere chi assume il rischio della scommessa: se la Stanley, o il titolare del CTD in prima persona”. E aggiunge: “il procuratore non vuole arrivare a una disapplicazione della norma penale sulle scommesse nei confronti di tutti i bookmaker esteri: per le compagnie diverse da stanley ha chiesto il rigetto del ricorso. Per i loro centri, quindi, la raccolta di scommesse rimarrebbe reato”. Se il collegio accoglierà la richiesta del procuratore, rinvierà i ricorsi ai tribunali del riesame che “saranno tenuti a applicare i principi di diritto enunciati nella sentenza di cassazione”. In altre parole, accertate quali siano le modalità di raccolta, il giudice sarà tenuto a annullare il sequestro del CTD e assolvere il titolare. “Il procuratore ha detto testualmente che dopo la costa-Cifone ‘dobbiamo considerare Stanley come se avesse la concessione. La sentenza della CGE non lascia spazio a interpretazioni'” ha concluso la Agnello.

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