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Corte di Cassazione: la comunicazione di blocco non esonera il concessionario da responsabilità

In: Diritto

21 marzo 2015 - 11:05


ripamontins

(Jamma) – Vittoria in Cassazione per l’avv.Marco Ripamonti, che riesce così a difendere la Sentenza dalla Corte d’Appello di Firenze il 18 gennaio 2011, con condanna alle spese a carico di AAMS, che già sul punto spese era stata condannata dalla Corte d’Appello di Firenze a circa 10.000,00 euro.

I fatti in breve: il gestore e nel contempo esercente, dall’inizio dell’avventura giudiziaria assistito dall’avv.Marco Ripamonti con studio in Viterbo e Firenze, era stato sanzionato per difettoso collegamento alla rete telematica di una new slot ed aveva presentato memorie difesive lamentando tra l’altro come difettasse una formale comunicazione di blocco e come fosse onere del solo concessionario garantire il collegamento alla rete telematica.
L’AAMS ufficio Regionale Toscana ha comunque inflitto la sanzione di euro 2.800,00 rilevando in sintesi come fosse in ogni caso ravvisabile la responsabilità del gestore che risultava anche avere ricevuto comunicazioni del concessionario relative al problema di connettività.
Il giudice di primo grado, con una stringata sentenza, definita apodittica dalla Corte d’Appello, ha respinto l’opposizione all’ordinanza – ingiunzione avanzata dal gestore, che ha avanzato impugnazione dinanzi alla Corte d’Appello di Firenze.
La Corte d’Appello ha accolto le tesi di merito del gestore, soprattutto con riferimento alla dedotta insussistenza di responsabilità soggettiva, condannando duramente AAMS al pagamento delle spese legali del doppio grado liquidate in oltre 10.000,00 euro tra accessori fiscali e spese varie.
Tra gli argomenti esposti dalla Corte nella articolata motivazione, spiccano responsabilità e carenze del concessionario, ma anche dell’Amministrazione che, secondo la Corte fiorentina, incomprensibilmente, pur avendo contezza della mancanza di collegamento, ha omesso di darne segnalazione al concessionario ai fini di avviare la relativa procedura di blocco, secondo legge e secondo contratto. Realtà, questa, negata nei propri scritti dall’Avvocatura di Stato, però smentiti – ad avviso della Corte – dai fatti e dalla verità processuale.
Il tema si è così evidenziato di grande attualità anche in considerazione che secondo la Corte d’Appello di Firenze AAMS avrebbe omesso di attivarsi presso il concessionario ai fini del blocco di congegno non leggibile.
Ma i Monopoli di Stato non hanno mollato e tramite l’Avvocatura di Stato hanno avanzato ricorso in Cassazione per la riforma della Sentenza d’Appello.
All’udienza del 2 dicembre 2014 sono comparsi in Corte di Cassazione l’Avvocato di Stato e l’avvocato Ripamonti ed il ricorso è stato discusso.
La Suprema Corte di Cassazione ha accolto le tesi del ricorrente, rappresentato dal professionista viterbese ed ha confermato la Sentenza della Corte d’Appello. In uno dei passi fondamentali, la Cassazione così statuisce: “La responsabilità per l’utilizzo di apparecchio di gioco non collegato alla rete telematica è in primo luogo ascrivibile al concessionario del servizio telematico per la raccolta e la gestione del gioco lecito, in quanto, al di là degli adempimenti che ricadono sui gestori e sugli esercenti, la norma prevede altresì la punizione di coloro che consentono l’uso delle macchine non rispondenti alle prescrizioni di legge ed amministrative con obbligo di impedire l’utilizzo irregolare in ogni caso di difformità di funzionamento alle prescrizioni medesime…..”. Continua, la Cassazione, affermando come la prova dell’assolvimento di tale obbligo non possa considerarsi integrata dalla mera comunicazione dal medesimo concessionario inviata ai terzi per la collocazione in magazzino, in quanto misura in concreto inidonea ad impedirne l’uso.
Molto soddisfatto l’avv.Marco Ripamonti che ha dichiarato: “la Sentenza rende giustizia al mio rappresentato attribuendo al concessionario, tuttavia non sanzionato da ADM e quindi inspiegabilmente lasciato impunito, ogni dovuta responsabilità. E’, così, salvo un importante principio a tutela del gestore”.

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