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Corte dei Conti. Raffaele Squitieri: “Necessario un ripensamento definitorio delle norme processuali riferite ai giudizi contabili”

In: Diritto

14 febbraio 2014 - 12:01


pres.corte conti

 

(Jamma) “Un organico ripensamento definitorio delle norme processuali riferite ai giudizi contabili, oggi lungamente datate, consentirebbe di razionalizzare innesti sinora soltanto episodici ed emergenziali, come quello disposto, da ultimo, nel 2013 relativamente alle definizioni agevolate dei giudizi di appello” E’ quanto ha detto oggi .il presidente della Corte dei Conti Raffale Squitieri nel discorso tenuto in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, in corso questa mattina a Roma. In sostanza il Presidente Squitieri ha auspicato che istituti come quello della definizione agevolata dei contenziosi contabili vengano disciplinati in maniera razionale – invece di essere consentiti in via occasionale con interventi legislativi ad hoc – e inseriti stabilmente nel processo contabile, per favorire una rapida definizione delle controversie. “L’anticipazione in altre fasi del processo di omologhe forme” ha aggiunto, ” che possano ridurre a sollecita chiusura la controversia, consentirebbe, tra l’altro, di adeguare i riti processuali a oggettive esigenze di snellezza e di deflazione, per un più rapido incameramento di somme destinate alla riparazione dei danni sofferti dalle pubbliche amministrazioni”. Squitieri non ha citato direttamente il condono sulle maxipenali delle newslot previsto dal primo decreto sull’Imu che ha consentito finora di recuperare 349,5 milioni di euro. Sei delle dieci concessionarie storiche – Lottomatica, Sisal, Snai, Cirsa, Cogetech e Gamenet – a novembre scorso hanno aderito alla definizione agevolata, versando il 30% della condanna conteggiata in primo grado, appunto 349,5 milioni a fronte degli oltre 1,1 miliardi previsti nella sentenza. Nell’udienza del 31 gennaio scorso, anche due altre concessionarie – Bplus e Hbg – hanno avanzato istanza di definizione agevolata. Finora la Terza Sezione d’Appello ha accolto solo la domanda di Hbg – che entro marzo dovrà versare 60 milioni, invece di 200 – per Bplus invece si tratterà prima, nell’udienza del 28 febbraio, l’istanza di ricusazione del giudice.

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