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BLACK MONKEY: Luigi Tancredi assolto anche in appello

In: Diritto

28 febbraio 2015 - 22:43


ripamontins

(Jamma) – La Corte d’Appello di Bologna, con dispositivo reso all’udienza del 27 febbraio 2015, rigetta l’impugnazione del Pubblico Ministero e conferma l’assoluzione disposta in sede di giudizio abbreviato dal GUP presso il Tribunale di Bologna in favore dell’imprenditore Luigi Tancredi, assistito dall’avv.Marco Ripamonti del Foro di Viterbo e dall’avv.Giovanni Sacchi Morsiani del Foro di Bologna.
In sede di giudizio abbreviato, “Gino” Tancredi aveva chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato ed è stato assolto con Sentenza del 22 gennaio 2014. Con tale sentenza il Tribunale aveva escluso l’appartenenza dell’imprenditore alla presunta associazione a delinquere, della quale aveva anche escluso lo stampo mafioso, come anche aveva fatto il Tribunale del Riesame quale giudice dell’appello cautelare, assolvendo il Tancredi anche dal reato “fine” di cui all’art.4 legge 401/89. Su tale tema, il GUP, condividendo le tesi esposte dall’avv.Marco Ripamonti in sede di discussione, nonchè la Sentenza della Corte di Cassazione intervenuta il 7 Novembre 2013 sullo stesso caso Tancredi, aveva affermato, in punto di Diritto, la piena estraneità delle sfere giuridiche di chi, come il Tancredi, realizzi, fornisca e manutenzioni la piattaforma informatica dei giochi da chi, invece, se ne avvalga in forza di un contratto per esercitare attività di raccolta di gioco presso i diversi Stati. Come sostenuto dalla difesa e come affermato dal Tribunale di Bologna, in tal caso è onere esclusivo dell’utilizzatore della piattaforma procurarsi i necessari titoli per poter operare nello Stato di riferimento, mentre il titolare della piattaforma non può essere chiamato a rispondere per eventuali reati ed irregolarità a ciò connessi, riferibili esclusivamente all’operatore che raccolga gioco.
La Procura della Repubblica non si è arresa ed ha impugnato la sentenza di assoluzione, con discussione del processo in appello che si è articolata tra il 25 ed il 27 febbraio 2015. Gli avvocati difensori hanno riaffermato e sviluppati i medesimi temi difensivi ed in particolare l’avv.Marco Ripamonti ha illustrato al Collegio d’appello la problematica relativa alla licenza di uso della piattaforma on line ed eventuali implicazioni, trattando anche la materia del c.d. reato fine di raccolta abusiva di giochi in difetto di titolo, sopratutto con riferimento alla collocazione di tale reato fine tra le ipotesi contravvenzionali, piuttosto che tra quelle delittuose. Quanto all’utilizzo della piattaforma, l’avvocato Ripamonti, forte dell’esperienza maturata nel settore del betting, ha illustrato una serie di esempi e situazioni passando in rassegna la storia di diversi bookmaker tra i maggiori operanti in Italia, affermando come il fornitore della piattaforma mai potrebbe arrogarsi il diritto di sospendere il servizio sopratutto a fronte di situazioni assai complesse, sotto il profilo giurisprudenziale e giuridico, che talvolta non riescono a trovare soluzioni definitive neanche in Corte di Giustizia. La Corte d’Appello di Bologna ha evidentemente condiviso la argomentazioni difensive tanto che ha confermato l’assoluzione per “Gino Tancredi”, respingendo la richiesta avanzata dalla Procura di una pesante condanna a pena detentiva. Motivazioni della sentenza al momento riservate.

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