Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Antimafia. Cambiano le norme: rilascio entro 30 giorni

In: Diritto

1 luglio 2014 - 14:37


certificazioni

(Jamma) Possibile stipulare il contratto di appalto anche prima che sia stata acquisita tutta la documentazione antimafia: le imprese autocertificheranno di essere in ordine. Ridotti da 45 a 30 i giorni entro i quali il prefetto deve rilasciare l’informazione e la comunicazione antimafia. Sono alcune delle disposizioni previste dalla bozza delle schema di decreto recente integrazioni e correttivi al decreto antimafia portato all’attenzione del Consiglio dei Ministri. Fra le novità contenute nello schema di decreto legislativo un primo intervento attiene all’ambito soggettivo di applicazione delle informazioni antimafia sui familiari residenti, che dovranno essere svolte soltanto nei confronti dei familiari maggiorenni, stante il fatto che i soggetti minorenni sono ritenuti in grado di non incidere né direttamente né indirettamente sulla gestione delle imprese.

Per quel che attiene alle modalità di rilascio delle comunicazioni antimafia , il testo stabilisce che la comunicazione sia acquisita direttamente dalle amministrazioni richiedenti, che potranno collegarsi autonomamente alla Banca dati; unica eccezione è rappresentata dal caso che il sistema informativo evidenzi cause ostative che, in questa ipotesi, devono essere accertate nella loro attualità dal prefetto che adotta il provvedimento finale (comunicazione liberatoria o interdittiva). Il testo prevede che a emettere la comunicazione sia il Prefetto della provincia dove l’impresa ha la sede legale o secondario con rappresentanza stabile; soltanto per le società estere, senza rappresentanza stabile, la competenza si stabilirà in base alla sede legale delle amministrazioni richiedenti. Nell’ipotesi di iscrizione nella banca dati di cause ostative (misure di prevenzione, condanna in appello) nei confronti dell’impresa, si riduce da 45 a 30 il termine entro il quale il prefetto è tenuto a verificare l’attualità dell’iscrizione di tali cause. È anche prevista interconnessione della banca dati con l’anagrafe della popolazione residente, raffrontandoli con il Ced Inteforze previsto dalla legge 121/81, da realizzare con apposito regolamento. Infine si stabilisce che in caso di eventi che impediscano il funzionamento della banca dati si possa procedere in luogo della comunicazione antimafia, con autocertificazione

Commenta su Facebook


Realizzazione sito