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Rapporto Dipendenze 2026, Basilicata: 115 persone in cura per gioco d’azzardo patologico

Il nuovo rapporto della Regione Basilicata sull’attività dei Servizi per le Dipendenze (Ser.D.) evidenzia come il gioco d’azzardo patologico continui a rappresentare una quota contenuta delle prese in carico, ma con un andamento in crescita rispetto al periodo pre-pandemia. Nel 2025 i pazienti seguiti sono 115, il 25% in più rispetto al 2019, mentre l’età media si attesta a 44,4 anni e oltre nove utenti su dieci sono uomini.

Il gioco d’azzardo patologico continua a rappresentare una componente numericamente limitata dell’attività dei Servizi per le Dipendenze (Ser.D.) della Basilicata, ma i dati del rapporto regionale 2025 mostrano un incremento rispetto al periodo precedente alla pandemia.

Nel 2025 sono infatti 115 gli utenti presi in carico per disturbo da gioco d’azzardo, un valore superiore del 25% rispetto ai 92 registrati nel 2019. L’andamento della serie storica evidenzia tuttavia una forte variabilità: dopo la flessione del 2020, quando le prese in carico sono scese a 75 (-18,5% rispetto al 2019), il numero è cresciuto progressivamente fino a raggiungere il massimo nel 2023 con 155 utenti (+68,5%), per poi diminuire nei due anni successivi, pur mantenendosi al di sopra dei livelli pre-pandemici.

Il confronto con le altre dipendenze conferma come la tossicodipendenza rappresenti ancora la quota più rilevante dell’attività dei Ser.D. Dopo essere passate da 1.844 prese in carico nel 2019 a 1.642 nel 2021 (-11%), le persone assistite sono risalite fino a 1.911 nel 2024, per attestarsi a 1.877 nel 2025, con un incremento dell’1,8% rispetto al periodo precedente alla pandemia.

Anche le prese in carico per dipendenza da alcol hanno registrato una riduzione nel biennio iniziale, passando da 590 utenti nel 2019 a 457 nel 2020 (-22,5%), seguita da una progressiva ripresa. Nel 2025 gli utenti assistiti sono 579, un dato sostanzialmente in linea con quello del 2019 (-1,9%).

Molto più contenuti i numeri relativi al tabagismo, che oscillano tra le 28 prese in carico del 2021 e le 73 del 2022, fino ad arrivare a 64 utenti nel 2025.

Per quanto riguarda i nuovi utenti, il rapporto evidenzia come gli accessi per tossicodipendenza si siano ridotti del 34,5% tra il 2019 e il 2021, per poi recuperare progressivamente fino a collocarsi nel 2025 appena l’8% al di sotto del livello pre-pandemico.

I nuovi utenti in trattamento per dipendenza da alcol mostrano invece una riduzione più marcata: nel 2025 risultano inferiori del 22,8% rispetto al 2019.

Nel caso del gioco d’azzardo patologico, i nuovi utenti rimangono relativamente stabili lungo l’intero periodo osservato, con una media di 32 nuovi accessi all’anno tra il 2019 e il 2025.

Nel dettaglio, nel 2025 i nuovi pazienti presi in carico per disturbo da gioco d’azzardo sono 24, di cui 23 uomini e una sola donna.

Complessivamente, i 115 utenti assistiti sono per il 90,4% di sesso maschile. L’età media dell’intera popolazione in trattamento è pari a 44,4 anni, mentre quella dei nuovi utenti scende a 40,7 anni.

La distribuzione per età evidenzia una netta concentrazione nelle fasce centrali della popolazione adulta. Il gruppo più numeroso è quello tra i 35 e i 44 anni, che rappresenta il 26,1% degli utenti complessivi, seguito dalla fascia 45-54 anni (24,3%) e da quella 25-34 anni (20%).

Più contenuta la presenza delle classi di età superiori: gli utenti tra 55 e 64 anni rappresentano il 12,2% del totale, mentre gli over 65 costituiscono il 9,6%. I giovani tra i 18 e i 24 anni sono il 7,8% degli assistiti. Non risultano invece prese in carico di minorenni.

Anche tra i nuovi utenti prevalgono le fasce di età comprese tra 35 e 44 anni (29,2%) e tra 45 e 54 anni (25%), seguite dalla classe 25-34 anni (20,8%). Gli utenti tra 18 e 24 anni rappresentano il 12,5%, mentre le classi oltre i 55 anni risultano meno rappresentate.

Dal punto di vista della cittadinanza, il fenomeno interessa quasi esclusivamente persone italiane: 114 utenti su 115 risultano infatti cittadini italiani, mentre tutti i nuovi utenti presi in carico nel 2025 appartengono alla stessa categoria.

Il rapporto analizza anche l’intensità dell’assistenza erogata dai Ser.D. Nel 43,5% dei casi gli utenti già in carico non hanno ricevuto prestazioni nel corso del 2025. Tra coloro che hanno usufruito dei servizi prevalgono i percorsi con un numero limitato di interventi: il 15,7% ha ricevuto tra due e cinque prestazioni, il 13,9% tra sei e dieci e il 13% tra undici e venti.

Per i nuovi utenti emerge invece un maggiore livello di presa in carico. Quasi un terzo (29,2%) ha ricevuto tra undici e venti prestazioni durante l’anno, mentre il 20,8% ha effettuato tra ventuno e cinquanta interventi. Le fasce comprese tra due e cinque e tra sei e dieci prestazioni rappresentano entrambe il 16,7% dei nuovi casi.

Anche la durata dei percorsi terapeutici evidenzia differenze tra utenti già seguiti e nuovi ingressi. Tra il totale delle prese in carico, il 13,9% dei percorsi si è sviluppato in un periodo compreso tra oltre tre e sei mesi. Seguono, con l’11,3%, sia i trattamenti conclusi entro un mese sia quelli protratti tra sei e nove mesi, mentre il 10,4% ha avuto una durata compresa tra nove e dodici mesi.

Per i nuovi utenti prevalgono invece i percorsi di durata intermedia: il 33,4% è rimasto in trattamento per un periodo tra oltre tre e sei mesi, il 20,8% per meno di un mese e il 16,7% tra uno e tre mesi. Più contenute le quote relative ai trattamenti di durata superiore, pari al 12,5% per i percorsi tra sei e nove mesi e all’8,3% per quelli tra nove e dodici mesi.

Redazione Jamma
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