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Verona, l’ex procuratore Papalia: “Giochi e infiltrazioni mafiose, serve una legge più organica che consenta di agire con maggiore efficacia”

In: Cronache

6 maggio 2015 - 10:50


comune verona

(Jamma) – “La diffusione delle slot machines e delle sale giochi a Verona è particolarmente allarmante. Più aumenta il numero di giocatori d’azzardo patologici, infatti, più cresce il rischio di infiltrazione delle organizzazioni mafiose, che trovano terreno fertile per i propri profitti”.

 

E’ quanto dichiarato da Guido Papalia, già procuratore di Verona e procuratore capo di Brescia oggi in pensione, nel corso dell’incontro che si è tenuto al Banco Popolare dal titolo «Il gioco d’azzardo non è un gioco», organizzato da Paoline Onlus in collaborazione con il Festival Biblico.

 

“L’Unione Europea ha cercato di fissare dei principi, ma solo attraverso raccomandazioni, senza norme vincolanti”. Nel decreto Balduzzi del 2012, inoltre, sono state elencate alcune iniziative per limitare l’espansione del gioco, ma con formule, secondo il magistrato, non efficaci. “Ora il governo si è assunto l’impegno di creare una legislazione organica su questo fronte, anche perché l’introito che viene dal gioco non è tale da coprire le perdite dello Stato”, ha precisato Papalia.

 

“Entro giugno dovrebbero essere pronte le nuove disposizioni, ma già ci sarebbero alcuni nodi critici. Serve una legge più organica, che consenta agli enti locali di agire con maggiore efficacia, anche per evitare l’infiltrazione di organizzazioni mafiose. Bisognerebbe intensificare i controlli, dando la possibilità ai Comuni di verificare meglio chi richiede le licenze perché spesso si tratta di società prestanome, estendendo quindi le indagini anche ai familiari e alle persone che hanno rapporti con loro” ha concluso Papalia.

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