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Venezia. Continua la discussione su come salvare il casinò

In: Casinò, Cronache

9 marzo 2012 - 11:27


casino-venezia

(Jamma) Non c’è pace e, soprattutto, non c’è accordo su come salvare dalla crisi il Casinò di Venezia, con i sindacati che non vogliono sentir parlare – pur a fronte di un crollo delle entrate – di privatizzazione della gestione da parte del Comune e ritengono inaccoglibile il piano proposto dall’amministratore Ravà, di ridimensionamento stipendi (115 i dipendenti che percepiscono più di 100 mila euro) e revisione dei sistema dei premi. Oggi i lavoratori discuteranno del piano alternativo alla privatizzazione della gestione – per la quale il ministero dell’Interno ha dato il via libera al Comune – proposto dai sindacati e che verte, essenzialmente, sul fare cassa con la vendita di Ca’ Vendramin Calergi: un’ipotesi già bollata come «irricevibile» dal sindaco Orsoni. Sul taglio delle retribuzioni, secondo il documento sindacale, i lavoratori del Casinò hanno già dato con l’accordo di agosto e sono possibili solo incentivi legati alla produttività. Non esistono inoltre le condizioni per i pensionamenti volontari. Aperture sul gioco on line live, ma non sulla flessibilità. La situazione si fa sempre più complessa e – oggi – i lavoratori del Casinò potrebbero decidere di andare al rialzo, quanto a scioperi, uno è previsto proprio per domani nelle ultime ore di ogni turno: il tutto con evidenti ricadute sugli incassi. Intanto il sindaco ha già fatto sapere che «il Consiglio comunale dovrà decidere entro marzo il da farsi: ristrutturazione o cessione ai privati, non c’è più tempo». 4 le cordate straniere interessate: Mgm Resorts e Caesars Entertainment, big del gioco d’azzardo Usa, i francesi del Groupe Lucien Barrière e il colosso alberghiero russo Kempinski, in cordata imprenditori russi guidati da Yuri Korablin, patron del Venezia Calcio.

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