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Un braccialetto anti-slot per curare la ludopatia. Quando la reatà supera l’immaginazione

In: Cronache

9 settembre 2015 - 07:59


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(Jamma) Mancava solo questo. Arriva da Mantova l’idea che potrà aiutare chi vuole curarsi dal disturbo del gioco d’azzardo, la ludopatia. Si tratta di un braccialetto che rileva quando ci si trova nei pressi dei dispositivi elettronici per giocare. “Ho visto amici e parenti che si stanno rovinando – spiega Mauro Bergamaschi, titolare della Plastisac insieme ai fratelli Paolo e Lucio – ed ho pensato che bisognava fare qualcosa”. L’idea è semplice: quando il braccialetto si attiva invia un messaggio al medico curante o ad un familiare, permettendo così l’intervento di una persona che possa distogliere il giocatore dal suo intento. Alla base ovviamente ci deve essere la volontà del ludopatico di chiudere con il gioco, ed il braccialetto va inserito in un trattamento adattato alle caratteristiche del paziente, che può includere psicoterapia, terapia farmacologica e ricorso a gruppi di auto-aiuto. “Non sempre i trattamenti sono efficaci per l’impossibilità, da parte dei familiari o dello psicoterapeuta, di avere un effettivo controllo e monitoraggio delle abitudini del paziente”, spiega Bergamaschi, che ha già ricevuto un invito dalla Asl di Monza a presentare il prototipo in un convegno sulla ludopatia.
“Ho depositato il brevetto più di un anno fa, poi l’occasione di trasformare il pensiero in realtà si è presentata con il progetto Mimprendo, dei Giovani Industriali di Confindustria”. Il concorso, con in palio 10.000 euro, stimola la collaborazione tra imprese ed università; le prime lanciano l’idea, mentre agli studenti tocca il compito di realizzarle, in team con l’imprenditore. In tutta Italia sono 80 le aziende che hanno lanciato un progetto, di cui 35 hanno ricevuto la candidatura di universitari o dottorandi. Al fianco di Bergamaschi, nel progetto “Gambling Over” ci sono Lucia Mosca, neolaureata in ingegneria biomedica al Politecnico di Torino, Alessandro Sparacio, laureando in psicologia del lavoro e dei processi sociali alla Bicocca di Milano, e Fabio Gallo, laureando in marketing nella stessa università.
Fin qui la descrizione del progetto che, di per sé potrebbe risultare davvero una bella idea. Il problema a nostro avviso è un altro. Il problema è che, ancora una volta, ci troviamo di fronte ad una iniziativa che rivela la scarsa, scarsissima conoscenza di quello che è oggi è un fenomeno su cui troppo si parla, spesso a vanvera. Un braccialetto anti-slot? E perchè non una collana che emetta un allarme quando ci si avvicina ad una tabaccheria? O una sirena che si attiva in prossimità di un casinò. O magari un dispositivo che emetta scariche elettriche nei pressi di un Ufficio postale dove si vendono anche GrattaeVinci. Il problema è che mentre l’Italia si cimenta in questa invenzioni il Ministero delle Salute annuncia , e solo annuncia, la costituzione dell’Osservatorio sulla ludopatia, la presidenza del Consiglio finanzia studi sul gioco patologico di cui nessuno sa niente e le Regioni erogano a pioggia finanziamenti per iniziative che nessuno monitorizza.mc

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