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Umbria. Confcommercio critica la legge: «No più tasse a chi ha le slot»

In: Cronache

25 giugno 2014 - 15:28


umbria regione

(Jamma) Confcommercio approva il disegno di legge regionale contro la Ludopatia, ma ne critica alcuni aspetti, specie quello di far pagare più tasse a chi decide di avere le slot nel suo esercizio.

Sì alla legge però… «Quello della ludopatia – afferma Confcommercio – è un problema gravissimo e in continua espansione anche in Umbria. Ha fatto bene perciò la Regione Umbria a intervenire con un proprio disegno di legge per tentare di contrastare il fenomeno. Affrontare questo problema di così ampio impatto sociale solo attraverso lo strumento delle slot machines collocate nei pubblici esercizi non può però portare molto lontano».

Secondo Confcommercio «l’intervento della Regione è un primo passo, rispetto al quale ci impegniamo a dare la massima collaborazione, ma molto altro bisogna fare, perché oggi il vero problema non sono tanto le slot, che si trovano legalmente negli esercizi pubblici, collegate con l’amministrazione dei monopoli di Stato che effettua automaticamente il prelievo fiscale. Il problema è il gioco illegale, che vale il 40% della torta, ma anche il gioco on line che sfugge a ogni controllo e le lotterie più popolari in assoluto: Lotto e Superenalotto, Gratta & Vinci, Lotto istantaneo. Serve perciò un approccio più ampio, che affronti il problema da tutti i punti di vista, con una attenzione specifica anche ai fattori sociali che condizionano questo fenomeno».

No sgravi Irap Confcommercio dell’Umbria, che assieme alla Fipe (Federazione dei pubblici esercizi) ha preso parte alla fase di partecipazione sul disegno di legge regionale, condivide l’idea del marchio “No Slot” e la previsione, per chi lo utilizzerà, di misure premianti nei bandi per gli incentivi delle attività commerciali. Non condivide, invece,« l’idea di prevedere agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale, se questa dovesse comportare un automatico aumento della stessa imposta in capo a chi ha installato gli apparecchi. Non sarebbe giusto discriminare queste attività, perché le slot machine non sono vietate e quindi il comportamento dagli esercenti è conforme alla legge».

Esercenti penalizzati «E vero – aggiunge Confcommercio – che anche nell’ambito della Federazione nazionale di categoria si è aperta una riflessione importante. Alcuni esercenti interpretano il gioco soprattutto come criticità e nuovi rischi sul fronte sociale. Molti altri esercenti considerano le slot machine un’offerta gradita dagli avventori, che possono trarne fonte di svago e, per i più fortunati, di vincite. Nello stesso tempo le slot machine rappresentano per l’esercente un piccolo ricavo aggiuntivo, in un momento di grande difficoltà economica. Questi esercenti non possono essere penalizzati, se svolgono una attività perfettamente legale, con l’avallo dello Stato che ne trae benefici diretti, che non mette un freno alle altre forme di gioco d’azzardo né alla loro promozione pressante e continua su tutti i media. Oggi, per poter giocare non è necessario recarsi nei bar o dove sono istallate slot machines, ma è sufficiente disporre di un collegamento a internet e di una carta di credito, o anche semplicemente di un cellulare. I nuovi giochi d’azzardo, evoluti anche dal punto di vista tecnologico, definiscono un nuovo modo di giocare: solitario, decontestualizzato – ad ogni ora ed in ogni luogo – e globalizzato. Bisogna tentare di comprendere le motivazioni profonde che spingono le persone verso il gioco d’azzardo come comportamento compulsivo, e tentare di dare risposte anche in questo senso».

 

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