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Udine. Sindaco e prefetto preparano un piano di sensibilizzazione per contrastare il gioco d’azzardo

In: Cronache

12 marzo 2012 - 16:59


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(Jamma) Vietare l’apertura di nuove sale da gioco all’interno del centro storico non basta. Il Comune di Udine sta preparando un piano di sensibilizzazione per contrastare l’azzardo e il sindaco Furio Honsell (nella foto) ha chiesto al prefetto Ivo Salemme di convocare un incontro per valutare possibili contromisure insieme a tutte le forze dell’ordine.

Perché per i servizi sociali è sempre più complicato far fronte all’emergenza causata dalla dipendenza da gioco. «Lo Stato guadagna – dice l’assessore alla Salute e all’Equità sociale, Antonio Corrias -, ma ai Comuni rimane il conto da pagare: sempre più persone si presentano infatti ai servizi sociali raccontando esperienze drammatiche legate alla spirale del gioco d’azzardo. In città ci sono 11 sale gioco e 25 centri scommesse, in media ogni italiano spende 800 euro l’anno per tentare la fortuna, ma la possibilità di vincita di 200 mila euro a un Gratta e vinci è soltanto di uno su 8,4 milioni». Non a caso, per il sindaco professore «le probabilità di guadagnare giocando con continuità sono talmente basse che la speranza matematica è negativa». Tanto che per i matematici il gioco d’azzardo è «una tassa sulla stupidità».

E così Palazzo D’Aronco ha deciso di organizzare una vera e propria campagna di informazione. «Vogliamo mettere in guardia i nostri cittadini – dice Honsell – informarli dei rischi e convincerli a non lasciarsi imbrogliare. Quando il gioco diventa un’abitudine perdere è scontato». E riuscire a fermarsi prima di perdere somme anche ingenti, per le persone più fragili, diventa complicato. Soprattutto in tempi di crisi. Paradossalmente infatti è proprio quando gli affari vanno male che il gioco, e l’illusione di una facile vincita, esercitano maggiore fascino. A preoccupare forze dell’ordine e istituzioni è anche l’aumento di molti negozi che acquistano oro e pagano in contanti. Molti giocatori d’azzardo arrivano infatti anche a cedere gli ori di famiglia pur di continuare a scommettere sulla fortuna. Che nella maggior parte dei casi, non arriva



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