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Tra i giovani dell’Alto Friuli il Gratta e Vinci più diffuso di alcol e tabacco

In: Cronache

20 febbraio 2012 - 12:27


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(Jamma) Per i giovani dell’Alto Friuli la sigaretta perde fascino così come l’uso di droghe illegali è meno frequente e diffuso, ma a guadagnarsi una posizione di tutto rispetto è il gioco d’azzardo, in particolare il Gratta e Vinci seguito dalle varie versione del Lotto e infine le slot machine. A dirlo è la rilevazione condotta nel 2011 dal Dipartimento delle dipendenze dall’Ass 3 tra i ragazzi delle classi seconde e quarte di tutte le scuole superiori di Tolmezzo, Gemona e Tarvisio.

Sono così stati raccolti mille questionari (di 354 studenti dei licei e 646 di scuole tecnico-professionali). Per la prima volta l’indagine (che si svolge ogni 3 anni) analizza il rapporto dei giovani col gioco d’azzardo e si scopre che, nonostante la legge lo vieti, Gratta e vinci, slot machine e Lotto stregano e sono accessibili pure ai ragazzi.

Di 1000 questionari validi alla domanda “ti è mai capitato di giocare d’azzardo?” risponde di sì il 67% degli intervistati, con prevalenza dei maschi sulle femmine (74% contro 60%) e, in misura minore, delle quarte sulle seconde (71% contro 64%).  Considerando però solo chi riferisce di giocare d’azzardo con frequenza, la percentuale scende al 7%, con una nettissima prevalenza dei maschi sulle femmine (11% contro 2,5%) e una sostanziale sovrapposizione fra classi seconde e classi quarte.

L’abitudine (occasionale o frequente) al gioco, come peraltro avviene per tutte le varie sostanze d’abuso, è prevalente negli istituti tecnico-professionali (72% contro 59% nei licei), così come in chi ha ripetuto alcuni anni scolastici rispetto a chi è in regola con gli studi (77% contro 65%).

Fra i giochi d’azzardo più diffusi, prevale ancora nettamente il cosiddetto “gratta e vinci” nelle sue diverse versioni. Più di metà degli intervistati riferisce di averlo comprato almeno una volta negli ultimi 12 mesi, e uno studente su dieci afferma di acquistarli con frequenza. Seguono le varie versioni del lotto (lotto, superenalotto, ecc.) e le nuove slot-machine, utilizzati negli ultimi 12 mesi rispettivamente da un quarto e da un quinto degli intervistati (per entrambi solo uno su venti afferma di farlo con frequenza). Un numero minore (13% dei soggetti) dichiara di giocare on-line, ma di questi ben la metà (6,5%) dichiara di farlo con frequenza. Meno frequenti il totocalcio e i giochi per soldi alle carte o ai dadi. Per quasi tutti i giochi la percentuale di chi dichiara di giocare con frequenza è nettamente maggiore fra i maschi.

Vista l’assenza di precedenti rilevazioni, non abbiamo dati rispetto al trend, peraltro certamente in crescita per i giochi di più recente introduzione (slot-machine e giochi on-line).

Da notare che visti i limiti di età (18 anni) previsti dalla legge per il gioco d’azzardo (anche per i “gratta e vinci”), le percentuali dovrebbero essere teoricamente quasi nulle. Il fatto che più di metà degli intervistati abbia giocato al “gratta e vinci” è illuminante sul livello dei controlli. In questo senso probabilmente le nuove sale giochi che stanno spuntando numerose sono probabilmente più controllate delle slot-machine situate in bar o edicole, locali in cui chiunque può entrare e dove spesso il gerente non ha il controllo di chi si avvicina alle slot. Più difficili e facilmente aggirabili i controlli sui giochi on line.

Alla domanda “qual è l’ammontare massimo di soldi che hai giocato in un solo giorno?” tre quinti degli intervistati (59%) dichiarano cifre minime (1-2 euro), un terzo (35%) cifre più significative ma sempre modeste (da 3 a 10 euro), il 5% dichiara fra 10 e 100 euro e l’1% più di 100 euro.

Poco elevato, più o meno uno su venti, il numero di chi dichiara che qualche suo familiare ha avuto problemi di gioco d’azzardo patologico (5,2 %, senza differenze fra i sessi). Il dato non è comunque irrilevante, perché se estrapolato all’intera popolazione porterebbe a ipotizzare almeno 1000 giocatori d’azzardo problematici nel solo Alto Friuli.

Utilizzando alcune delle domande del South Oaks Gambling Screen (un test di 12 domande per diagnosticare la presenza di gioco d’azzardo patologico), troviamo che circa il 6,1% di tutti i giocatori (anche occasionali) teme che il giuoco sia o possa diventare un problema, quasi il 20% riferisce di tornare a giocare per recuperare i soldi persi, il 12,3% riferisce di aver giocato più soldi di quanto avrebbe voluto.

Considerando solo i giocatori frequenti punteggi nettamente maggiori emergono in chi gioca spesso alle slot-machine, a conferma del già citato maggior potere di queste di dare abuso e dipendenza da gioco. Questo conferma la pericolosità di questa nuova offerta di gioco, e dovrebbe indurre ad una riflessione critica sui rischi (in effetti nell’ultimo anno quasi tutti coloro che vengono segnalati ai servizi per gravi problemi di gioco sono giocatori di slot-machine)

Incrociando il gioco d’azzardo con l’abuso di altre sostanze, troviamo un rapporto stretto e statisticamente significativo con l’uso eccessivo di alcol (sia con la frequenza d’uso che con la presenza di episodi di ebbrezza). Meno significativa è invece la correlazione con il fumo di tabacco e di cannabis. In effetti fra gli adulti molti giocatori d’azzardo hanno caratteristiche di personalità simili a quelle degli alcol-dipendenti (talvolta anzi le due patologie sono concomitanti), ed anche i trattamenti sono in parte simili.

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