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Toscana: i giovani a rischio Gap giocano alle scommesse e ai Grattaevinci. La Regione: disincentiviamo le slot ma anche tutti gli altri giochi

In: Cronache

24 novembre 2014 - 18:26


saccardi

(Jamma) “In Toscana – ha sottolineato il segretario regionale della Cisl, Rossella Bugiani oggi a Firenze nel corso della presentazione in Consiglio Regionale della campagna ‘Mettiamoci in Gioco’ – viene stimata ogni anno una spesa di 4 miliardi e 300 milioni di euro per il gioco d’azzardo: una cifra che porta a 1234 euro a testa, la somma spesa in media ogni anno da ogni toscano, neonati compresi, per slot-machine, scommesse e gratta e vinci. Un problema che sembra interessare sempre di più anche i giovanissimi, con ben l’11% della popolazione compresa fra i 15 e i 16 anni, che risulta, secondo uno studio del 2013 dell’Università di Firenze, giocatrice regolare, quotidianamente, o una volta a settimana, soprattutto di scommesse o lotterie istantanee”. Dai risultati è emerso che il 76% degli studenti sono giocatori, hanno cioè dichiarato di aver fatto almeno un gioco d’azzardo negli ultimi dodici mesi. E’ stato inoltre riscontrato un numero alto di adolescenti che gioca regolarmente, settimanalmente o quotidianamente (16% scommesse sportive: 14% giochi di carte con soldi: 8% lotterie istantanee). Stefania Saccardi, vice-presidente della Regione, informa su una recente delibera relativa al trattamento del GAP (Gioco d’Azzardo Patologico): 208 mila euro destinati alle Asl toscane per dare continuità alle “linee di indirizzo” già approvate dal governo toscano (“Siamo una delle prime regioni italiane ad aver dato seguito alla legge nazionale che ha riconosciuto il gioco d’azzardo come una malattia prevedendone l’inserimento nei Lea, i livelli essenziali di assistenza”). Altri 50 mila euro, nella stessa delibera, sono destinati a una associazione senese (Orthos) per proseguire una sperimentazione di trattamento residenziale a servizio di persone più compromesse nell’azzardo. Da parte della Regione, che vede completamente abbandonata al palo la legge approvata un anno fa dal Consiglio regionale, che mirava a sostenere fiscalmente tutti gli esercizi pubblici disposti a rinunciare agli introiti da gioco, appare comparire di nuovo la disponibilità a ridiscutere della materia nel corso dei prossimi mesi: “siamo disposti – continua Saccardi – a partecipare a un ragionamento che premi tutti quegli esercizi pubblici che rinunciano alle slot-machine, a patto che questa operazione faccia parte di una strategia nazionale che punti realmente all’abbattimento del fenomeno del gioco”.

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