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Ti piace vincere facile? A Roma un seminario sul gioco d’azzardo

In: Cronache

27 giugno 2012 - 12:50


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Bolzano. Si lavora per una legge sui giochi integrativa a quella esistente

 

(Jamma) “In Europa si gioca un terzo delle giocate complessive del mondo (un altro terzo nel Nord America, l’altro nel resto del mondo) mentre solo in Italia si gioca di più rispetto a tutti gli altri Paesi”. Matteo Iori, presidente del CONAGGA (Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo), è intervenuto questa mattina nel corso del seminario dal titolo “Ti piace vincere facile? Gioco d’azzardo e pubblicità ingannevolepresso l’Università La Sapienza di Roma. “Il gioco d’azzardo colpisce le fasce sociali più deboli e il desiderio di un giocatore di regalarsi un sogno. A vincere, però, sarà sempre il banco: le pubblicità del gioco d’azzardo in Italia fanno affidamento soprattutto sulle frustrazioni delle persone rassicurandoli e cercando di raggiungere nuovi target anche mediante l’uso di testimonial d’eccezione”. Il presidente di CONNAGGA parla poi con dati alla mano degli aspetti negativi del gioco d’azzardo in Italia: “nonostante la crisi economica in Italia cresce la voglia di giocare. A tal proposito, come spesa pro capite siamo il primo Paese in Europa e il fatturato del gioco d’azzardo è passato dai 14,3 miliardi di euro nel 2010 ai 79,9 miliardi del 2012. Il primo trimestre del 2012 ci parla di una spesa legata al gioco d’azzardo pari a 22,7 miliardi, mentre nel 2011 i maggiorenni della regione Lazio hanno speso 1.930 euro a testa nel gioco d’azzardo. Segue la Campania”. “E’ complesso per il giocatore ludopatico chiedere aiuto. Molti di questi ci telefonano dopo una grave perdita al gioco, ma il giorno dopo rinunciano a incontrarci perché non si rassegnano all’idea di una possibile nuova vincita e di rinunciare ai soldi persi”. Così Matteo Iori ha parlato della tipologia del giocatore patologico che spesso si interfaccia con l’associazione da lui presieduta e che accoglie i giocatori ludopatici a Reggio Emilia. “Le cause della ludopatia vanno ricercate nel messaggio ingannevole lanciato dalle pubblicità sul gioco, ha affermato Iori. Per rendere meglio l’idea del problema del gioco patologico in Italia basta inoltre sottolineare come, per quanto riguarda i Gratta e Vinci, ogni 5 biglietti venduti al mondo, uno è acquistato in Italia (più di Francia e Cina), mentre per quanto riguarda le Videolottery, a livello pro capite, l’Italia ha una spesa tripla rispetto agli Stati Uniti”. Matteo Iori conclude il suo intervento con un rapporto tra Italia e Estero per quanto riguarda la pubblicità sul gioco d’azzardo: “certe tipologie di pubblicità avvengono solo in Italia e non all’estero. In Svizzera è evitato l’uso ingannevole di uno spot legato all’azzardo, così come in Australia. In Polonia, per esempio, in una partita di Europa League, alla Juventus non è stato permesso di giocare con lo sponsor sulla maglia”.

 

Michele Marangi, media educator, con l’intervento “Azzardo 2.0? Immagini e immaginari sul gioco in Italia tra tv e nuovi media” ha affrontato il tema dei media. “I media propongono dei servizi sui giochi, che sono vere e proprie istruzioni per l’uso, condite da aggettivi e avverbi coinvolgenti che tendono solo a creare una dispercezione della realtà”. Marangi si è soffermato soprattutto sui servizi che telegiornali dedicano al mercato dei giochi: “esistono due tipologie di servizi giornalistici legati al mondo dei giochi: quello che parla dei vizi ludopatici ha lo stesso taglio di un servizio incentrato sul problema dell’alcool e della droga e in questo caso la ludopatia viene considerata come qualcosa di ovvio; L’altra tipologia di servizio parla del problema del gioco d’azzardo in maniera molto ‘allegra’ con toni tutt’altro che sommessi e con musiche divertenti. Iniziative come quelle di oggi – conclude – spero possano servire a combattere il problema del gioco d’azzardo anche nel campo della comunicazione”.

 

Vanna Pizzi, vicepresidente di Federconsumatori, ha parlato dei costi sociali e della pubblicità ingannevole legati al gioco d’azzardo . “Oggi c’è l’esigenza di provvedimenti urgenti sia in via legislativa che amministrativa contro l’azzardo  e l’induzione all’usura che ne deriva: c’è bisogno di un regime giuridico delle concessioni più trasparente e contro la pubblicità ingannevole che domina su internet e su tutte le tv pubbliche in  ogni momento della giornata”. Con queste parole Vanna Pizzi ha iniziato il suo intervento. “Per quel che riguarda la pubblicità ingannevole del gioco d’azzardo, mi riferisco a quella forma di comunicazione a pagamento diffusa su iniziativa di operatori economici che tende a influenzare le scelte degli individui creando un ponte tra il prodotto e il consumatore” afferma Vanna Pizzi. “Per riconoscere questa tipologia di pubblicità bisogna valutare con attenzione il testo del messaggio, il prezzo indicato se comprensivo di oneri e spese accessorie, e bisogna inoltre fare attenzione ai pericoli del prodotto e notare se tale pubblicità tuteli o meno i minori” conclude la vicepresidente di FederConsumatori.

 

Tra in relatori Arianna Montanari, professore di Sociologia dei Fenomeni politici, e don Armando Zappolini, ideatore della campagna “Mettiamoci in gioco”. La Montanari è intervenuta affermando che “Non dobbiamo permettere che una persona possa giocare contro una macchina: la nostra è una società della solitudine che lascia soli gli individui dinnanzi a un periodo di crisi. Spero che questa iniziativa sia solo la prima di tanti progetti legati alla lotta al gioco d’azzardo”. Don Armando Zappolini descrive la nascita e le caratteristiche dell’iniziativa “Mettiamoci in Gioco”: “Questa campagna è nata il 14 giugno scorso e è promossa da realtà, tra le altre, quali Federconsumatori, FederSerd, Conaga, CGIL, Anci, e UISP. Questo progetto – prosegue Zappolini – è un cantiere aperto che vuole espandersi nella lotta a un avversario verso il quale  nutriamo grande rispetto per la sua potenza. C’è bisogno quindi – conclude Zappolini – di una sinergia tra diverse realtà e di un intervento sul piano culturale che parta dal basso. Miriamo a svelare l’inganno che si cela dietro il gioco d’azzardo”.

 

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