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Stanleybet su proposta Ughi: “Senza 88 Tulps CTD agevolati”

In: Cronache

13 febbraio 2012 - 17:22


stanleybet-international

(Jamma) “In relazione alla proposta del consigliere di Assosnai Maurizio Ughi di abrogare l’articolo 88 del TULPS, il dipartimento legale del bookmaker inglese Stanleybet si permette di fare le seguenti osservazioni: il gioco in Italia ha raggiunto tali livelli di estensione e problematicità, che la maggior parte delle recensioni nelle rassegne stampa sono dedicate ai problemi di assuefazione al gioco, al dilagare del vizio del gioco tra i giovani, addirittura al problema dell’influenza di questi fenomeni verso i minori e così via”. E’ quanto si legge in una nota del bookmaker internazionale. “Si tratta quindi di un’attività che, a parere di Stanleybet, dovrebbe essere mantenuta sotto stretto controllo di ordine pubblico e sicurezza. Su tali presupposti, abolire l’art. 88 del TULPS non sarebbe certo una decisione saggia. D’altra parte l’eliminazione del controllo amministrativo ex art. 88 renderebbe l’attività degli operatori abusivi molto più facile: se lo stesso Stato Italiano dovesse legiferare in abolizione dei controlli di polizia, come potrebbe poi ritenere giustificata l’esclusione di operatori comunitari regolarmente autorizzati nei loro paesi, ma privi di concessione in Italia? La licenza di polizia è, a parere di Stanleybet, fondamentale e decisiva, perché al momento dell’ingresso nel settore del gioco è necessario che ci siano organi di polizia in grado di distinguere le persone per bene dai delinquenti. Chi potrebbe fare questo lavoro?” continua StanleyBet nella nota. “Non certo AAMS o una qualsiasi altra entità o agenzia dei giochi. Quindi, è giusto il controllo di polizia. Quello che invece bisognerebbe abolire è l’utilizzo della licenza di polizia come strumento per escludere gli operatori solo perché privi di concessione. Tra questi vi è Stanleybet che è priva di concessione solo perché al momento del suo ingresso nel mercato italiano, è stata discriminata dalle gare del settore in violazione del diritto comunitario. Stanleybet acquisisce, pertanto, in base alla sentenza Placanica della Corte di Giustizia Europea, il diritto ad operare in regime di cross border. Stanleybet però non approfitta di questa posizione e chiede, comunque, per tutti i suoi CTD, il controllo di ordine pubblico, attraverso il meccanismo cui all’art. 88 TULPS. E non sono pochi i casi in cui Stanleybet ha dovuto recedere dai contratti a causa di precedenti penali dei richiedenti che solo la richiesta di controllo di ordine pubblico ha permesso di evidenziare, come cause più che legittime per rifiutare l’autorizzazione. Non dimentichiamo che fu proprio la Corte di Cassazione, in una famosa sentenza del 2004 a Sezioni Unite, a dire, giustamente, che il settore dovesse rimanere sotto controllo di ordine pubblico attraverso lo strumento di cui all’art 88 TULPS. Secondo la Suprema Corte, questo era necessario per impedire infiltrazioni della malavita organizzata nel settore del gioco. Stranamente, quella sentenza della Corte di Cassazione, che seguiva la sentenza Gambelli della CG UE, fu considerata contro Stanleybet. Il bookmaker di Liverpool, però, all’epoca diffuse una famosa comunicazione a tutti i suoi CTD che esordiva: ‘Gentili CTD, Buone notizie!’. Molti ancora la ricordano come una comunicazione storica, in cui Stanleybet, considerando la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione a suo esclusivo favore, ordinava a tutti i suoi CTD di richiedere autorizzazione di polizia e di chiudere per 28 giorni (vigeva all’epoca, il silenzio assenso dopo 4 settimane). Sul punto, Stanleybet, in questi lunghi anni, ha raccolto una giurisprudenza di merito favorevole e costante. L’ultimo provvedimento risale a tre giorni fa ove il Gip del Tribunale di Nola, segnatamente, afferma che “la P.A. non può negare il rilascio dell’autorizzazione di Polizia sul presupposto che la concessione è rilasciata da uno Stato estero e non dal Ministero dell’Economia italiano…” e conclude con la disapplicazione della normativa interna e con l’esplicita previsione che “appare evidente il venir meno di ogni fattispecie penalmente rilevante”. E quindi Stanleybet conclude la nota con un appello rivolto a a tutte la parti coinvolte. “Giovedì prossimo 16 Febbraio 2012 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si esprimerà di nuovo sulla legittimità del sistema concessorio italiano nelle questioni pregiudiziali comunitarie sollevate dalla Corte di Cassazione su due casi riguardanti CTD Stanleybet. Se la sentenza sarà a favore del bookmaker inglese, chiediamo che non si avvii il solito “balletto” in cui tutti dicono ‘abbiamo vinto’ e che si cominci invece a pensare di riunire attorno ad un tavolo le persone più esperte del settore per trovare il modo migliore per regolarizzare e legalizzare il sistema e chiudere 12 anni di contenzioso”.

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