La giornalista e conduttrice tv intervistata per il nuovo format dedicato alla serie B e ai suoi protagonisti
«Direi che la passione per il calcio ce l’ho da sempre perché ho iniziato ad andare allo stadio che ero veramente una bambina grazie a mio nonno e a mio papà che mi portavano a vedere queste partite. Per me non era “vado allo stadio a vedere la partita”, per me era “vado in quel posto dove c’è tanta gente, dove cantano, saltano, sono sorridenti”, dunque per me era una festa, era l’idea di una giornata di positività e di allegria. Quindi il primo stadio che mi ha fatto battere il cuore è naturalmente il Tardini di Parma ma anche San Siro perché mio nonno e mio papà mi portavano anche a Milano. E devo che a San Siro, che è quello che conosco meglio insieme appunto al Tardini, mi capita sempre una cosa stranissima quando salgo le scale e inizio ad affacciarmi proprio su sulla tribuna che guarda al campo, mi manca sempre il fiato. È una sensazione che in qualsiasi altro stadio che ho girato, che sia in Inghilterra, in Francia o in Spagna, non provo. Quella mancanza di respiro non l’ho provata da nessun’altra parte, San Siro è unico. Mi dispiace molto per la sorte che avrà ma capisco che bisogna adeguarsi ai tempi».
Lo ha dichiarato la popolare giornalista e conduttrice televisiva Monica Bertini intervistata da Giovanni Remigare per “Belle Storie”, il nuovo format di Stanleybet.news dedicato alla Serie B e ai suoi protagonisti in onda su Youtube sul canale del gruppo Stanleybet al link https://www.youtube.com/watch?v=pt5G0Kgmkqo.







