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Scommesse. Il “Grillo inglese” diventa il nuovo testimonial di Paddy Power

In: Cronache

26 settembre 2014 - 07:49


farage

 

(Jamma) Il colpaccio è riuscito. Il bookmaker britannico, noto per la grande capacità che ha di comunicare e di far parlare di sé, ha centrato ancora una volta il segno. Nel pieno di una tempesta mediatica contro l’industria del gioco in Gran Bretagna, la società ha lanciato sulla tv nazionale una nuova campagna pubblicitaria con un testimoniald’eccezione. Si tratta di Nigel Farage, noto nel nostro Paese come il “Grillo inglese”.

Nigel Farage è un politico di professione. Ed è un politico di lungo corso. Ha cinquant’anni appena compiuti, ma è un attivista dai tempi del liceo. Nel partito conservatore, all’inizio, poi la rottura nel 1992. Il premier John Major, successore della Thatcher, firma insieme agli altri leader europei il Trattato di Maastricht. Tra i tory si apre una frattura. Un professore di storia internazionale della London School of Economics – Alan Sked, già membro del think-tank conservatore Bruges Group – fonda la Lega anti-federalista. Da quel nucleo nel 1993 nasce lo Uk Independence Party. Il segreto del successo di Farage non è solo la capacità di usare le paure degli inglesi – la paura dello straniero, la paura dell’Europa oppressiva – a suo favore. Nei cinque anni che ci separano dal voto del 2009, la classe politica dello Ukip penetra in profondità nelle amministrazioni locali. Vincono un’elezione amministrativa dopo l’altra: oltre all’immigrazione, sono costretti a occuparsi di problemi concreti. Sicurezza, riduzione della pressione fiscale.

Eppure è l’Europa della grande crisi il palcoscenico su cui Farage diventa un politico di rilevanza internazionale. Come capogruppo di “Europa della democrazia e delle libertà” (insieme alla Lega Nord), si fa notare per una serie di invettive anti-austerità. Attacca gli «eurocrati» non eletti da nessuno, attacca il governo di Mario Monti e quello greco di Antonis Samaras, «schiavi della troika» e della grande finanza internazionale. È a quel punto che viene notato dal Movimento 5 Stelle, che lo intervista sul blog di Beppe Grillo.

Ma Farage guarda anche oltre i confini europei. Prende posizione contro l’ipotesi di attacco occidentale alla Siria, critica il suo governo per il sostegno dato ai ribelli estremisti. Dice anche di essere disposto ad accogliere i profughi siriani, provocando la reazione sdegnata del suo partito (che lo costringe a fare marcia indietro). Se le prende con l’Europa che ha «le mani sporche di sangue» per aver fomentato le ribellioni in Siria, Libia e Ucraina. Poi, in campagna elettorale, alla domanda su quale sia il politico che ammira di più, risponde: «Vladimir Putin. Per la sua abilità, non come uomo». Per la capacità geopolitica, non certo per le limitazioni alla libertà di opinione.

In bocca a un politico britannico, è una frase che segna un’epoca. Tanto più che Farage è il leader del partito più votato del Regno (anche se solo in un voto europeo).

 

Oggi, con una mazza da golf in mano e un imbarazzante paio di pantaloni rosa è il testimonial della campagna pubblicitaria di PP pensata per il torneo di golf Ryder Cup che nel fine settimana vedrà il team britannico confrontarsi con quello statunitense. “Sono Nigel Farage..e amo l’Europa”. Così il politico più anticonvenzionale sbarca nel settore del gioco d’azzardo.

 

 

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