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Scommesse e ne bis in idem. Un principio a tutela del titolare di CED affermato a Roma

In: Cronache

22 maggio 2014 - 07:04


ripamonti2013

Jamma) Non si può essere giudicati due volte per la stessa attività di raccolta scommesse, pur se reiterata nel tempo. E’ questo il principio che è stato affermato a Roma dalla 1 sezione penale del Tribunale penale.
Il malcapitato imputato, titolare da anni di un CED Goldbet, era stato giudicato ed assolto con formula il fatto non sussiste per fatti risalenti al 2010, sempre dal Tribunale della Capitale. Lo stesso imputato, però, aveva subito un ulteriore sequestro per il quale era stato in seguito aperto un nuovo procedimento penale.


L’avv.Marco Ripamonti, difensore dell’imputato, ha prodotto in udienza la Sentenza di assoluzione precedente, passata in giudicato, sostenendo come il processo successivo, incardinato per la medesima attività di intermediazione svolta in collaborazione con lo stesso operatore Goldbet, violasse il principio del cosidetto ne bis in idem, che in pratica vieta di essere giudicati due volte per lo stesso fatto. In sostanza, il difensore ha sostenuto come il fatto dovesse essere ritenuto lo stesso, pur se articolatosi in una condotta reiterata nel tempo, ma tuttavia condotta nello stesso esercizio e in favore dello stesso bookmaker, a parità di contesto concessorio.
Il Giudice non ha esitato ed ha accolto la tesi avanzata dalla difesa, assolvendo ai sensi dell’art.129 CPP in considerazione della pregressa assoluzione dell’imputato per lo stesso fatto, ancorché collocato cronologicamente in data diversa.
L’avv. Marco Ripamonti ha così commentato: “Si tratta dell’affermazione di un importante principio a tutela dei titolari dei centri. Siamo avvocati e non dobbiamo mai dimenticare che al di la’ della posizione dei bookmaker di riferimento e delle sue legittime aspettative, in sede penale il nostro diretto assistito e’ proprio il titolare del Centro, che spesso ha investito con grande convinzione e sacrificio facendo affidamento su una licenza in capo alla parte preponente e che aspira semplicemente a lavorare. Sarebbe stato magari anche più semplice ottenere una ennesima assoluzione basata sulla doppia discriminazione in capo al bookmaker Goldbet ed al titolare del CED, ma stavolta ho ritenuto fosse più giusto ed opportuno fare affermare un principio a tutela dell’ultimo ma non meno importante anello della filiera. Un principio a sua tutela e che contrasti con un trend talvolta eccessivo, allorché lo stesso titolare sia sottoposto a reiterati sequestri e denunce per fatti che poi sono sempre gli stessi. Una sentenza, in tal modo, che dica qualcosa di nuovo ed importante a tutela dei nostri primi assistiti, anche perché, diciamolo, sentenze assolutorie basate sulla discriminazione di Goldbet ne abbiamo già …più d’una”.

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