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Scommesse, bingo e online. Sbordoni a Enada Rimini: “Dai tre bandi di gara il nuovo assetto del territorio riguardo l’offerta di gioco”

In: Cronache

17 marzo 2016 - 12:57


sbordoni

(Jamma) – “Il settore sta reagendo. Il legislatore prevede che i Monopoli emanino tre diversi bandi di gara. Ha individuato quindi il sistema concessorio come modello da seguire” così in fiera a Enada Rimini l’avvocato Stefano Sbordoni.

 

“Il primo è il più importante in termini di numeri e riguarda le scommesse terrestri. Le concessioni rilasciate dal 2007 scadranno al 30 giugno, così come i tre famosi bandi attualmente in essere (Bersani, Giorgetti e Monti). La prima differenza che potremo percepire nel nuovo bando riguarda l’accorpamento delle scommesse sportive con l’ippica, che sarà mantenuto. Inoltre non sarà mutata la distinzione tra corner e negozi già prevista nel Bersani. Considerando che per maggio dovrebbe essere ultimato il tutto ipotizziamo che la realizzazione degli effetti del bando avverrà verso la fine del 2016. Questo bando avrà una durata di 9 anni, il numero dei diritti prevede 10mila negozi di gioco e 5mila corner. In pratica il bando avrà l’assetto del bando Monti ma riprende la distinzione del Bersani tra corner e negozi. La base d’asta è di 32mila per punti di gioco ad attività prevalente e 18mila per i corner.

 

Il secondo bando riguarda il Bingo. Dopo le decisioni del Tar Lazio, che ha annullato i precedenti bandi, la Stabilità ha previsto che le concessioni in scadenza nel triennio 2013-2016 vadano a gara (durata da 6 a 9 anni). Anche in questo caso si prevede di entrare a regime per la fine del 2016. Infine il bando per le concessioni online. Entro il 1° luglio 2016 si prevede l’assegnazione di 120 concessioni per un costo di 200mila euro, in tal caso ovviamente non c’è base d’asta.

 

Tutto questo rappresenta il nuovo assetto del territorio riguardo l’offerta del gioco pubblico in materia di scommesse a terra, bingo e online. L’esito della conferenza Stato-Regioni del 30 aprile dovrebbe consentire di alzare una volta per tutte quella diga tra il legale e l’illegale che può permettere ai potenziali operatori che otterranno queste concessioni di contare su un’attività garantita”.

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