Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Sanremo. Il Partito Comunista stila la propria spending review per salvare il casinò

In: Casinò, Cronache

20 luglio 2012 - 15:07


sanremo

(Jamma) Di fronte all’incessante crisi che sta colpendo il casinò di Sanremo, il Partito Comunista dei Lavoratori ha elaborato un piano di ‘spending review’ che consentirebbe di contenere le spese, rilanciare l’occupazione diretta e trovare nuove risorse per le casse comunali.

“Anche il mese di luglio – si legge nella nota del partito – si sta rivelando fallimentare per la gestione della Casinò Sanremo SpA. Al giorno 18 di questo mese i dati sono nuovamente implacabili: meno 864.989 euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con i giochi americani a meno 60.000 euro e con un impietoso meno 810.141 euro per i giochi meccanici. Il totale annuo è di meno 8.555.238 di incassi (- 23.71%), meno 1.054.333 euro di mance (- 29.88%) e meno 49.769 presenze (-13.22%).

Qualche buontempone e genio statistico ha fatto passare il minor calo delle presenze come una vittoria (…di Pirro naturalmente)”. Ad intervenire sulla casa da gioco matuziana è la Sezione Provinciale del Partito Comunista dei Lavoratori.

Il dato – continua la nota – indica una sola cosa: è peggiorata la qualità della clientela, ovvero i clienti pro capite giocano di meno. Probabilmente sarà merito dei ‘geniali’ tavoli al minimo di 2 euro (sic!). Certamente, iniziative come il ‘fish and chips’ non potranno che peggiorare la qualità del gioco ed aumentare i costi, almeno così stimano le Cassandre di turno. In questo tourbillon di dati, l’Amministrazione Zoccarato sbandiera quelli negativi delle altre case da gioco, come se ciò possa essere di consolazione per qualcuno.

Il PCL, già in frequenti occasioni, ha denunciato pubblicamente le responsabilità di chi ha gestito negli ultimi vent’anni l’Amministrazione comunale e dunque, anche i 750 milioni di euro provenienti dalla Casa da gioco, dei quali non un solo centesimo è stato reinvestito nella stessa, e a girare per Sanremo pare neppure per rimodernare la città. Mancano del tutto, strategie turistiche, un calendario di eventi e manifestazioni degni di questo nome. Mancano, quindi, idee e volontà.

Comunque, viste le scarse capacità o possibilità di chi dovrebbe farlo, il PCL ha elaborato un piano di ‘spending review’ riguardo la Casa da gioco sanremese, che consentirebbe di contenere le spese, rilanciare l’occupazione diretta, e trovare nuove risorse per le oramai vuote casse comunali, nonostante i 40 milioni di IMU sottratti a lavoratori salariati e autonomi e pensionati.

Ecco i dieci punti del nostro progetto di risanamento e rilancio della Casa da Gioco:

– Scioglimento immediato della società di gestione della Casa da gioco, la Casino Sanremo S.p.A. ed assunzione del controllo diretto e totale dell’azienda da parte dell’Amministrazione comunale;

– Licenziamento per giusta causa, giustificato motivo o per motivi economici, di tutti i dirigenti responsabili e legati al tragico fallimento della gestione della Casa da gioco: una spesa in meno calcolabile sopra il milione di euro.

– Riscrittura dell’accordo sull’incentivo all’esodo.

– Creazione di un tavolo di lavoro paritetico azienda ed organizzazioni sindacali sulla riorganizzazione del personale e dei servizi;

– Vendita della sede destinata agli uffici amministrativi non più necessaria in Via Nino Bixio.;

– Eliminazione dell’appalto della ristorazione e della somministrazione di bevande;

– Cancellazione dell’appalto per la gestione del CED;

– Abolizione dell’accordo del dicembre 2010, cosiddetto “Casse di sala”, mai portato a piena realizzazione;

– Assunzione con contratto ancorato esclusivamente ai risultati economici di un direttore dei giochi tradizionali e meccanici, il cui costo deve essere legato esclusivamente ad un trend positivo degli incassi e dei volumi di gioco effettivo. La stesura di un ‘vero’ piano industriale e di impresa, credibile e fattibile, con l’impegno dell’Amministrazione comunale al pieno utilizzo del denaro pubblico risparmiato e con una eventuale allocazione di nuove risorse per gli investimenti produttivi indicati dallo stesso piano industriale ed in quello di impresa.

Alla fine della ‘spending review’, si prevede, quindi, la stabilizzazione di tutti i dipendenti dei settori collegati alla produzione e l’assunzione di nuovo personale ( sempre dei medesimi settori ) con contratti a tempo indeterminato, ricominciando seriamente ad investire su ospitalità, eventi e manifestazioni tagliati per il tipo di clientela della Casa da Gioco”.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito