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Sanremo. Approvata modifica di convenzione, al casinò resterà l’81% degli incassi

In: Casinò, Cronache

8 giugno 2012 - 09:41


(Jamma) Nella giornata di ieri il consiglio comunale ha approvato la modifica della convenzione che regola i rapporti economici tra il Comune e la casino spa. In particolare alla società sarà lasciato l’81% degli incassi (invece del 48%), oltre al 90% dei tornei di poker ed il 100% dei giochi on line. Il dibattito ha comunque incontrato le critiche da parte dell’opposizione.

“Noi stiamo rinunciando ad entrate pubbliche per milioni di euro che vanno a favore della casinò spa – ha detto il consigliere Claudio Borea – la conseguenza diretta sarà che aumenteranno le tasse, Imu, Irpef, perchè la giunta a fronte di spese non più comprimibili avrà bisogno di maggiori entrate. Quindi togliere ai cittadini milioni di euro oppure non si potranno fare opere pubbliche previste nei precedenti bilanci. Cosa accadrà quando lasciare l’intero incasso non basterà più ? – prosegue Claudio Borea – E’ chiaro che bisogna intervenire sui costi e sulle spese, ma non del 5% ma molto di più. Qualunque altra società, in questa situazione, sarebbe fallita da almeno due anni. Non si sta intervento in maniera coerente con la gravità del momento”. 

“Oltre l’81% non c’è più niente, è quindi come superare anche una barriera psicologica – è intervenuta Daniela Cassini – nel 2001, dieci anni fa, è stato stabilito un rapporto che prevedeva che al casinò andasse il 48% e che al Comune rimanesse il 52%. Il casinò è in una fase di agonia, se si continuerà così dalla casa da gioco non arriverà più nulla. Serve un cambiamento, ma che sia radicale, per uscire dalla crisi. Ci sta anche un ragionamento di privatizzazione o almeno di una partnership. Non credo che gli attuali amministratori, sia del Comune sia della società – ha concluso – siano in grado di gestire questa situazione”. 

“Sono tre anni che puntualmente le previsioni del casinò sono disattese – ha detto il capogruppo del Partito Democratico Andrea Gorlero – L’Amministrazione sta sottovalutando volutamente la situazione economica del casinò. Smettetela di raccontare storie. Cosa direte agli operatori economici della città a fine anno ?”.

“Il tempo è galantuomo, lo scorso anno i numeri erano diversi ed avevamo ragione noi – ha aggiunto il consigliere comunale del Pd Leandro Faraldi – I beni conferiti al casinò, saranno ingurgitati in questo vortice. C’è il problema di salvaguardia dei posti di lavoro, così come alla Sinfonica, all’Amaie e in tutte le società partecipate del Comune di Sanremo. Se il casinò fosse una società mia avrei già aperto uno stato di crisi. La gente non ci viene più in questa casa da gioco. E’ un problema non solo del casinò, ma anche del bilancio del Comune. Ci sono persone che arrivano, prendono stipendi faraonici, e non si sa cosa fanno – ha concluso Faraldi – E’ incredibile che nessuno ne risponda”.

“Sfido chiunque ad affermare che 10 anni fa si potesse prevedere un andamento così negativo per la casa da gioco – ha replicato l’assessore alle società partecipate Gianni Berrino – I problemi sono iniziati nel 2004. Non può, infatti, passare il concetto che noi stiamo sottraendo risorse al Comune per la malagestione del casinò o che stiamo aumentando le tasse. Non si può dire che la crisi sia responsabilità di questa Amministrazione e che noi con leggerezza aumentiamo la percentuale per la spa”.

“Le cose che ho sentito mi sembrano molto confuse – ha detto Francesco Prevosto del Pd – Siamo di fronte ad una crisi generale dei casinò di tutto il mondo, che subiscono gli effetti negativi sulla spesa e la concorrenza di quello che ho sempre definito il casinò diffuso, che è il gioco d’azzardo che sta nell’on line, nelle sale sul territorio e in tutti i tipi di scommesse e giochi che lo Stato sta sviluppando senza regole. Per esempio l’obbligo di registrazione degli ingressi vale solo per i casinò e non per le sale diffuse sul territorio. Gli amministratori che negli anni si sono succeduti non hanno determinato la crisi, ma ci hanno messo del loro non riuscendo a trovare soluzioni. Il taglio dei costi vuol solo dire allungare l’agonia, c’è invece la necessità di fare investimenti, come ha detto Donzella che ha centrato il problema. Saint Vincent, per esempio, sta preparando un piano di investimenti per 80 milioni di euro – ha aggiunto Prevosto – Gli sono state date le possibilità di fare investimenti. Bisogna poi considerare il gioco anche al di fuori delle quattro mura, ma andare fuori. Non è vero che l’on line è chiuso, ma è stato riaperto per alcuni giochi, con una maggiore autonomia della casa da gioco sulla piattaforma e sulla gestione della clientela”.

Alla fine la pratica è stata approvata con 17 voti favorevoli (compreso quello di Moroni che ha deciso di non dimettersi) e 7 contrari. Non ha partecipato alla votazione Francesco Prevosto “Non per incompatibilità – ha detto – ma per tatto” (è un dipendente del casinò n.d.a.).

 

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