Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Saint-Vincent. L’apertura delle sale ai valdostani non ha contribuito all’aumento dei ludopatici

In: Casinò, Cronache

4 ottobre 2012 - 10:56


tavolo_casinò
Sanremo. Di Meco: ‘Fino a quando il Sindaco vorrà, rimarrò alla casa da gioco’

(Jamma) Esiste una possibile relazione tra l’apertura del casinò ai valdostani e l’aumento del numero dei giocatori dipendenti da gioco? A chiederlo in un’interpellanza è stata ieri la consigliera Patrizia Morelli, capo del gruppo Alpe.

L’assessore Morelli presentando la sua interpellanza ha ricordato il cambiamento ‘Disciplinare per la Gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent ai sensi dell’articolo 10 della Legge Regionale 30 novembre 2001, che ha aperto le porte del Casinò di Valle d’Aosta e le forti riserve espresse dal suo gruppo che ha votato contro questo provvedimento. “Date le crescenti grida di allarme da più parti in relazione all’aumento del numero dei cittadini con dipendenza da gioco, vogliamo sapere quali sono i dati sul flusso dei valdostani al Casinò di Saint Vincent, quali sono i dati sul gioco d’azzardo compulsivo nella nostra regione e, se si ritiene che ci sia una relazione tra l’apertura del Casinò ai valdostani e la dipendenza da gioco, quali sono le intenzioni future”.

In risposta, il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha dichiarato che “dal 1° luglio al 31 dicembre 2009, la sala chiamata Slot Circus, che è stata riservata esclusivamente per i giochi elettromeccanici, ha contato 16mila 755 presenze di valdostani. La sala Evolution ha aperto le sue porte nel mese di luglio 2010, e la partecipazione complessiva al Casinò dei residenti in Valle d’Aosta è pari a 42mila 727. Nel 2011, il totale è salito a 64mila 205 presenze e al 25 settembre scorso, il totale dell’anno in corso è pari a 53mila 715 presenze. Si può stimare circa 70.000 presenze entro la fine dell’anno. Oggi, la sala Evolution non è più solo un parco giochi, ma un vero centro di intrattenimento con animazione e ristorazione. ”

“E ‘importante ricordare – ha aggiunto il Presidente Rollandin – che la decisione di aprire le porte del Casinò Valle d’Aosta (che è solo per i giochi elettromeccanici e tornei di poker) è stata presa a causa dalla proliferazione incontrollata dei giochi organizzati dallo Stato. In Valle d’Aosta c’è quasi un migliaio di dispositivi appartenenti alla categoria dei giochi autorizzati che generano enormi profitti ed entrate fiscali consistenti, solo una piccola parte rimane nella nostra regione. L’apertura del Casinò Valle d’Aosta ha contribuito a ridurre la perdita economica. D’altra parte – e contrariamente ai casinò – questi giochi non prevedono né il controllo, né l’individuazione dei giocatori e neanche l’auto-inibizione, contrariamente a quanto si verifica da sempre nei casinò. Per quanto riguarda  i dati relativi ai giocatori d’azzardo patologici, il Dipartimento per le dipendenze patologiche (Sert) ha seguito nel 2011, 80 trattamenti su una serie di 40 pazienti. Secondo i dati, questi pazienti non hanno avuto alcun rapporto con il Casinò. La loro dipendenza era legata alle sale da gioco, al bar o tabaccherie, o semplicemente ai computer collegati a Internet. Sembra che l’apertura della casa da gioco ai residenti non ha contribuito in modo significativo alla crescita delle statistiche. Allo stato attuale, non si prevede di aprire ai valdostani altre sale da gioco, anche se questo è sempre più anacronistico, dato quello che abbiamo appena descritto la realtà di tutti gli altri casinò in Europa”.

 

Commenta su Facebook


Realizzazione sito