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Ricevitori FeLSA-Cisl: P.O.S. per i Raccoglitori di Gioco? Nessun obbligo giuridico ma solo costi per le nostre attività

In: Cronache

19 giugno 2014 - 10:18


ricevitori cisl

 

(Jamma) Per tutti i colleghi Raccoglitori di Gioco – associati e non – che ci hanno contattato e che, in questi giorni, non hanno ancora compreso cosa fare in merito al “possibile” obbligo di dotarsi di P.O.S. , il nostro Sindacato – sentito il  parere dei propri legali – fa presente che non risulta associata alcuna sanzione a carico dei tabaccai/ricevitori che non dovessero predisporre della necessaria strumentazione a garanzia dei pagamenti effettuabili con moneta elettronica, quindi non si può parlare di un obbligo giuridico quanto piuttosto di un costo che grava sulle nostre già precarie attività, il cui campo di applicazione sarebbe limitato solo ai casi in cui i nostri clienti ci richiedano la forma di pagamento tramite carta di credito/debito. E’ quanto scrive in una nota il Sindacato Ricevitori FeLSA-Cisl .
“Questo comporta un altro regalo – tanto per cambiare – al sistema bancario a danno delle nostre attività che, per i gravosi e rischiosi lavori svolti e utilizzati come “esattori per conto dello Stato”, siamo oggi “retribuiti” con aggi ridicoli … le cosiddette “provvigioni bulgare”. Le banche, infatti, potranno lucrare attraverso le commissioni sulle transazioni e i canoni di locazione dei P.O.S., mentre i Raccoglitori di Gioco dovranno necessariamente farsi carico di costi aggiuntivi. Questi costi non porteranno nulla in termini di tracciabilità in quanto, almeno per quanto riguarda la nostra professione, i pagamenti possono avvenire anche attraverso meccanismi tracciabili quali bonifici o assegni che, al contrario delle carte di credito/debito, non hanno alcun costo di gestione che grava sulle nostre spalle.
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P.O.S.  per le Tabaccherie e/o Ricevitorie: nessuna sanzione per chi non si adegua. Il parere dei nostri legali.
L’art. 15, comma 4, del Decreto-Legge 18 ottobre 2012 n. 179 (convertito dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221), modificato dall’art. 9, comma 15-bis del Decreto-Legge 30 dicembre 2013 n.150 (convertito dalla Legge 27 febbraio 2014, n. 15) NON OBBLIGA esplicitamente a dotarsi di un P.O.S. ma solo a poter “accettare pagamenti attraverso carte di credito/debito”, e i nostri legali puntualizzano che nessuna sanzione è prevista in caso di rifiuto di accettare il pagamento tramite carta di credito/debito e che, nel caso in cui il Raccoglitore di Gioco ne sia sprovvisto, si determinerebbe semplicemente la fattispecie della cosiddetta  “Mora del Creditore” come stabilito dall’art. 1207 del Codice Civile, che non libera il nostro cliente dal pagamento delle giocate fatte o dei servizi che noi abbiamo reso. Quindi va rilevato che la normativa di riferimento NON determina l’insorgenza di un obbligo di dotazione del POS ma indica un ulteriore ampliamento delle modalità di pagamento attraverso le quali i nostri clienti sono legittimati a corrispondere il prezzo pattuito per le giocate fatte o i servizi resi.
Questo significa che i nostri clienti avranno la possibilità di un nuovo strumento di pagamento mentre noi, che raccogliamo gioco – e bene ricordarlo, per conto dello Stato – potremo dotarci di apposito “Sistema P.O.S.” SOLO qualora intendiamo concretamente utilizzarlo per altri impieghi puramente soggettivi e non per l’obbligo giuridico della succitata legge.
Al fine, comunque, di evitare spiacevoli inconvenienti con i nostri clienti e sempre con il principio di non dover pagare altre gabelle alle banche (non dotandosi quindi di P.O.S.), consigliamo di essere preventivamente sicuri che gli stessi ci comunichino se intendono pagare con carte di credito/debito o, nelle more, esporre un cartello dove avvisiamo la nostra clientela che non siamo in possesso di terminale P.O.S..

IN CONCLUSIONE, IL NON POSSESSO DI UN TERMINALE P.O.S., NON DETERMINA ALCUNA SANZIONE
P.O.S. ……. Dettagli tecnici: Solo hardware? …. NO!
Ormai l’Era della Grande Rete e dei Social Network è già entrata da anni nelle nostre attività ma tutti i nostri governi hanno sempre fatto la corte al ricorrere alla solita lunga e farraginosa burocrazia cartacea, dando sempre dei piccoli e grandi “Aiuti di Stato” a questo o a quell’ente (leggasi Banche, Concessionari con posizione dominante, ecc.. ecc..).
E’ possibile mai che in questa “Era Telematica” i Raccoglitori di Gioco siano ancora obbligati a dotarsi di “terminali” il cui costo grava sempre sulle nostre spalle  fregandosene del l’art. 23 del D.P.R. del 18/04/1951, n. 581? ……. La risposta è NO!
Grazie ad Internet oggi è possibile pagare qualsiasi prestazione, servizio o acquisto di beni anche via WEB-POS quindi senza costi aggiuntivi se non quelli che già paghiamo per una comunissima Home-Banking, che oggi tutte le banche ci propongono gratuitamente all’apertura di un conto corrente.
Detto questo, qualora lo Stato voglia “tracciare” anche l’aria che respiriamo (… così purtroppo ci hanno ridotto) l’unica soluzione è che lo stesso Stato obblighi le banche all’istallazione, gratuita e senza altri costi per la transazione dei flussi, di terminali P.O.S. o in alternativa di WEB-POS per il semplice motivo che le nostre ridicole provvigioni nette, non coprirebbero minimamente alcun ulteriore costo, anche minimo, che graverebbe sulle nostre attività.
In definitiva, dobbiamo essere “IMPRENDITORI DI NOI STESSI”: ragionare con la nostra testa e non guardare mai se l’erba del collega vicino è sempre più verde. Il considerare che dobbiamo fare un servizio, anche rimettendoci, perché pensiamo che altrimenti il cliente andrà da un altro collega, questo è uno dei tanti motivi per cui ci troviamo nella condizione che abbiamo permesso a chiunque di abusare del nostro lavoro e soprattutto della nostra dignità lavorativa e familiare. Lasciate pure che quel collega continui a farsi male da solo …. Alla fine, anche lui capirà che lavorare dignitosamente non ha prezzo.
Unioni, Confederazioni, Corporazioni, Federazioni ecc.. ecc.. che siedono nei C.d.A. di Provider o Concessionari hanno, ora e hanno sempre avuto, tutto l’interesse a remare contro la nostra categoria. Le nostre Tabaccherie/Ricevitorie tali devono rimanere e non permettere che diventino, com’è nel loro obiettivo già da anni, succursali di uffici postali o di gestori telefonici. Riprendersi e riappropriarsi della propria attività è possibile: basta essere uniti dalla base e soprattutto crederci.
Rimaniamo a disposizione per chiunque, associato e non, voglia ulteriori informazioni o delucidazioni anche tramite e-mail all’indirizzo: info@ricevitoricisl.it “.

 

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