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Riccardi (Min. Integrazione): “Il questionario sugli stili di vita degli italiani costa al Ministero della Salute 275mila euro”

In: Cronache

24 ottobre 2012 - 11:20


lettera
Quanto giochi al videopoker? Dillo al Ministro

 

(Jamma) Il ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi ha risposto oggi in merito al questionario sul consumo di alcol, droghe e giochi inviato dal Ministro della Salute a 300.000 famiglie italiane che aveva sollevato tante polemiche nel maggio scorso.

Ricordiamo che il questionario finalizzato a “studiare le abitudini e gli stili di vita della popolazione italiana e di valutare l’eventuale consumo di alcune sostanze potenzialmente nocive” includeva una ampia sezione dedicata al gioco d’azzardo nella quale si chiedeva agli intervistati la loro propensione verso Gratta e vinci, scommesse, videopoker, bingo, scommesse ippiche, giochi online in denaro, giochi al casinò, giochi di carte con denaro, superenalotto, lotto, totocalcio.

Gli onorevoli Miglioli e Miotto (Pd) hanno chiesto al ministro di sapere quale fosse stata la spesa sostenuta per questo tipo di iniziativa.

“L’indagine cui fa riferimento – ha risposto Riccardi – si inquadra tra le iniziative di uno studio internazionale, realizzato in venticinque paesi dell’Unione europea, in aderenza alle linee guida dell’osservatorio europeo. Con il questionario vengono poste domande in ordine all’utilizzo di sostanze come l’alcol, il tabacco e gli stupefacenti, nonché per acquisire informazioni in merito alla propensione al gioco, ai fini di una valutazione epidemiologica, per uno studio approfondito di tutte le forme di dipendenza e tra queste la ludopatia. In considerazione dell’obiettivo perseguito, è evidente che le domande in esso contenute sull’uso di sostanze psicoattive, che potrebbero essere scambiate per innocui prodotti di erboristeria, non intendono arrecare alcun pregiudizio alle attività commerciali del nostro paese né negli altri paesi dell’Unione europea.
Va sottolineato, peraltro, che l’esigenza di inserire nel questionario anche le erboristerie è nata da alcune segnalazioni al Sistema nazionale di allerta precoce e risposta rapida per le droghe – national early warning system (News), attivato alla fine del 2008 anche nel nostro paese dal Dipartimento per le politiche antidroga.
Il «sistema di allerta», che ha sede presso l’osservatorio nazionale del dipartimento politiche antidroga, ha il duplice obiettivo di individuare precocemente i fenomeni potenzialmente pericolosi per la salute pubblica, correlati alla comparsa di nuove sostanze e di nuove modalità di consumo e di attivare segnalazioni di pre-allerta od allerta, al fine di un immediato coinvolgimento delle strutture deputate alla tutela della salute per l’eventuale attivazione di misure in risposta alle emergenze. Il «sistema di allerta» ha realizzato negli ultimi tre anni una serie di attività che hanno contribuito significativamente a ridurre la circolazione di nuove sostanze psicoattive nel nostro paese ed a contenere tra i consumatori episodi di intossicazione anche letale.
La proficua collaborazione con l’osservatorio europeo, attraverso il punto focale nazionale del dipartimento politiche antidroga, ha consentito di rendere estremamente rapidi gli scambi informativi tra il livello europeo e quello nazionale.
Nel corso dell’ultimo biennio sono state segnalate al «sistema di allerta» due erboristerie (una a Verona e una a Torino), che vendevano liberamente integratori alimentari che in realtà contenevano i principi attivi sildenafil, tadalafil e vardenafil, sostanze che possono essere vendute solo dietro prescrizione medica. I rischi legati all’assunzione impropria dei suddetti princìpi attivi sono particolarmente importanti se associati all’uso di altri farmaci, quali i nitrati utilizzati nel trattamento e nella profilassi degli attacchi anginosi.

 

Il questionario, inviato alla popolazione nel 2012, – ha continuato Riccardi – fa parte di uno studio sui comportamenti della popolazione generale (dai 18 ai 64 anni) nei confronti delle sostanze psicoattive e rientra tra le attività di monitoraggio del fenomeno del consumo di droga in Italia, come previsto dall’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990. Lo studio rientra anche tra le attività previste dal protocollo standard di monitoraggio epidemiologico dell’Emcdda (European monitoring centre for drugs and drug addiction) nella popolazione generale ed in quella scolastica (dai 15 ai 19 anni). Il protocollo Emcdda prevede la rilevazione del consumo di sostanze psicotrope (cannabis, oppiacei, cocaina, crack, ecstasy, amfetamine, allucinogeni, solventi, inalanti ed altre) per genere e fasce di età. Lo studio europeo per l’Italia è promosso, con cadenza biennale, dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, finanziato su un capitolo di spesa del dipartimento politiche antidroga, in collaborazione con il Ministero della salute ed il Consorzio universitario di economia industriale e manageriale (Cueim). Il costo, ad esclusione delle spese postali per l’invio dei questionari (invio ed eventuale sollecito) e per il recapito delle risposte al Dipartimento delle politiche antidroga, è di 154.400 euro, mentre il corrispettivo per le attività oggetto della convenzione con Poste italiane Spa ammonta ad euro 120.000”.

 

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