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Rapporto Coop 2014 su consumi degli italiani: “Dopo anni in calo la spesa per giochi e lotterie”

In: Cronache

15 settembre 2014 - 10:59


coop

(Jamma) Nel 2013, un italiano su tre ha tagliato la spesa per giochi e lotterie, ma per quasi due persone su tre (il 65%) la spesa è rimasta invariata. Per il 2% degli italiani, infine, la spesa è aumentata. E’ quanto emerge dal Rapporto Coop 2014, Consumi e Distribuzione, secondo il quale in tempo di crisi gli italiani hanno ridotto anche la spesa per quelli che il rapporto definisce vizi: fumo, alcool e gioco.

I giocatori, secondo il Rapporto, sono 15 milioni, pertanto – considerate una raccolta e una spesa effettiva complessive di 85 e 17 miliardi rispettivamente – pro capite le giocate e la spesa effettiva si attestano a 6.000 e 1.100 euro l’anno. “La Regione dove si gioca di più è in assoluto la Lombardia (13,9 miliardi di euro), seguita a distanza dal Lazio (7,8 miliardi) e dalla Campania (6,2 miliardi)” si legge ancora nel report. “La graduatoria regionale sulla spesa pro capite è guidata da Abruzzo e Lombardia, dove si spendono circa 330 euro a testa, circa il 20% in più della media nazionale; chiudono la graduatoria Sicilia, Calabria e Basilicata, che con una spesa inferiore del 25% alla media nazionale sfatano la credenza che vuole i più forti giocatori risiedere nelle Regioni del Mezzogiorno”. Nel 2013 comunque si è registrata una contrazione delle  giocate: “rispetto al 2012 si sono giocati circa 5 miliardi di euro in meno, interrompendo una rapida ascesa che aveva visto il volume delle giocate duplicare negli ultimi quattro anni e crescere del 600% negli ultimi dieci”. In controtendenza il gettito erariale, lo Stato “incamera un gettito fiscale di 8,2 miliardi di euro, peraltro in costante crescita”. Per quanto riguarda le preferenze dei giocatori, “gli apparecchi da divertimento e intrattenimento, con un volume di giocate di 48 miliardi di euro l’anno e 9,3 miliardi di spesa dei giocatori, sono il principale veicolo di ludopatie (3 milioni sono i giocatori a rischio): le sole macchinette realizzano un prelievo fiscale di 4,3 miliardi di euro l’anno”.

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