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Quattro Castella (RE). Nuovi limiti all’apertura di sale da gioco

In: Cronache

2 agosto 2012 - 11:22


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(Jamma) Anche il sindaco di Quattro Castella, Andrea Tagliavini, si schiera contro la diffusione del gioco d’azzardo nella provincia di Reggio Emilia. Con la variante al piano regolatore in adozione ieri sera, il Comune ha stabilito nuove regole più restrittive per l’insediamento delle case da gioco. Il “niet” del primo cittadino è molto netto: «Sono contrario all’apertura di case da gioco, vlt o slot. Lo Stato deve assolutamente mettere mano alle leggi per limitarne o vietarne le diffusione, sono luoghi dove le persone sperperano il risparmio famigliare, creando dipendenza da gioco e impoverendo le famiglie. Condivido la posizione assunta dal Comune di Correggio». Il consiglio comunale di Quattro Castella approvò già nei mesi scorsi un documento di indirizzo che chiedeva alla giunta di assumere provvedimenti oltre a organizzare una serie di iniziative contro il gioco d’azzardo, tenutesi nei mesi scorsi, ora verranno inserite nuove norme nel piano regolatore. La legge non consente ai sindaci di porre divieti assoluti, quindi l’iniziativa del Comune andrà nella direzione di regolamentare in modo molto preciso dove e come queste strutture potrebbe potenzialmente insediarsi. Nel dettaglio, i nuovi programmi riguardano: la dimensione massima non potrà superare i 100 metri quadrati, potranno sorgere solo al piano terra degli edifici e non potranno insediarsi nei centri storici o in zone di interesse storico culturale esterne al centro; potranno sorgere solo a distanze superiori a 500 metri da zone “culturamente e socialmente sensibili” (asili nido, scuole, luoghi di culto, case di cura, case protette o strutture sanitarie e sociali, culturali, sportive esistenti o di progetto), infine dovranno rispettare i limiti di impatto acustico, e dovranno ospitare quote di parcheggio molto significative. «Con questo atto il Comune esprime una precisa volontà politica, sociale e urbanistica – conclude il sindaco – mi auguro però che lo Stato smetta di voler guadagnare sulle sale da gioco, perché il costo sociale di questa dipendenza è molto superiore agli utili generati».

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