Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Pubblicità e gioco d’azzardo, Don Colmegna (Casa della Carità): “Non vogliamo ‘contentino'”

In: Cronache, Primopiano2

18 agosto 2016 - 15:43


(Jamma) – “Lo scorso 8 agosto, a otto mesi dall’approvazione della Legge di Stabilità, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo che stabilisce il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo. Si potrebbe pensare che, dopo mesi di attesa, questa sia finalmente una buona notizia. Vero, è stato fatto un passo in avanti. Ma è ancora un passo troppo piccolo e troppo timido. Il divieto, infatti, non è assoluto. Esso è stabilito nella fascia oraria compresa tra le 7 e le 22 e riguarda solo i canali televisivi generalisti (i primi nove del telecomando, per intendersi) oltre quelli indirizzati ai minori. Rimangono escluse dal divieto le piattaforme a pagamento, le emittenti locali, le radio e, soprattutto, i canali tematici” dichiara in una nota il presidente della Fondazione Casa della Carità ‘Angelo Abriani’, Don Virgilio Colmegna.

 

“Penso in particolare alle trasmissioni sportive, durante le quali lo spettatore è quasi bombardato da messaggi e spot che invitano a scommettere sulle partite di calcio. Nulla, poi, è stato stabilito in merito a tutti gli altri mezzi di comunicazione, dove si continuerà a promuovere il gioco d’azzardo con messaggi accattivanti, senza pensare alle drammatiche conseguenze sui giocatori e sulle loro famiglie. Anche la conferenza Stato-Regioni-Enti locali, che avrebbe dovuto stabilire un riordino dei punti di gioco sui territori, sembra essere finita su un binario morto. Un po’ provocatoriamente – prosegue Colmegna – mi chiedo allora se chi ha il compito di prendere delle decisioni per il bene della collettività voglia davvero cambiare le cose o se, con azioni come questa, non voglia solamente dare un “contentino” alle associazioni che fanno sentire la loro voce contro l’azzardo. A volte mi domando anche: vale la pena continuare questa battaglia?

 

Io dico di sì. A darmi forza sono tutte quelle realtà che, sui territori, sono impegnate nella prevenzione e nel contrasto del gioco d’azzardo patologico. Come il CeAS – Centro Ambrosiano di Solidarietà, che ha partecipato al progetto del Comune di Milano “Milano NoSlot”, attraverso una linea di ascolto telefonico (335.1251774, questo il numero) dedicata ai giocatori e ai loro familiari. In questi mesi sono state centinaia le telefonate di persone che hanno chiesto consigli e aiuto, per provare a uscire dalla dipendenza dal gioco. Se da un lato emerge la sempre maggiore drammaticità e diffusione di questa nuova forma di dipendenza, dall’altro credo che sia un segnale positivo del fatto che, dal basso, il desiderio e la volontà di cambiare le cose siano presenti e forti.

 

Bisogna allora andare avanti – aggiunge Don Colmegna – richiamando il governo alle sue responsabilità nei confronti dei cittadini più fragili ed esortandolo a mettere in campo, una volta per tutte, interventi concreti di contrasto all’azzardo a partire, lo ribadisco ancora una volta, dal divieto totale di ogni forma di pubblicità. Occorrono investimenti, prima ancora che sulla cura della patologia, sulla sua prevenzione. Bisogna salvaguardare quanto di buono fatto dagli enti locali per limitare l’offerta d’azzardo sui territori. Serve sostenere chi, ogni giorno, lavora per aiutare i dipendenti e le loro famiglie, favorendo il dialogo tra i servizi e i facendo in modo che i progetti innovativi, che ci sono e che stanno portando i loro frutti, possano consolidarsi nel tempo” conclude.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito